Finanza
Sequestra l’amico e batte cassa, ventenne in manette
PISA. Sequestrato per una notte e liberato per caso, grazie all’intuito dei carabinieri che passavano per un controllo e si sono insospettiti di fronte a quell’auto ferma vicino ad una banca, con due...
PISA. Sequestrato per una notte e liberato per caso, grazie all’intuito dei carabinieri che passavano per un controllo e si sono insospettiti di fronte a quell’auto ferma vicino ad una banca, con due persone a bordo. Liberato un trentenne pisano preso in ostaggio da un albanese ventenne, finito a sua volta in carcere con l’accusa di sequestro a scopo di estorsione e minacce.
Il fatto è accaduto lunedì notte a Cascina, in pieno centro. Lo straniero ha costretto il giovane, suo conoscente a seguirlo in auto dietro la minaccia di un martello.
Poi, lui seduto al posto di guida, l’altro legato e bloccato sul sedile di dietro, a bordo di un'utilititaria a tre porte da cui non poteva uscire, ha proseguito a minacciarlo per tutta la notte.
Due le ipotesi degli inquirenti: la prima tiene conto della versione dello straniero, il quale racconterebbe di aver messo in atto il sequestro per ottenere la restituzione di un debito chiesto più volte e mai pagato; la seconda è che agli occhi dell’improvvisato sequestratore il conoscente, per quanto non ricco, possa essere sembrato l’obiettivo giusto per racimolare un po’ di soldi. Infatti il giovane immigrato aveva portato il presunto debitore davanti alla banca di cui questi era cliente, dove insieme avrebbero atteso l’apertura: il sequestrato sarebbe dovuto andare allo sportello a prelevare dal suo conto cinquemila euro da consegnare al suo aguzzino. Sarebbero entrati insieme nell’istituto di credito, in modo che il pisano non avesse la possibilità di sfuggire. Ma a far fallire il piano è intervenuta l’intuizione di una pattuglia dei carabinieri che passava dalla zona proprio nell’ambito del potenziamento dei servizi preventivi. I militari hanno visto l’auto vicina alla banca, con i vetri appannati, e la strana posizione dei due, uno sui sedili davanti, l’altro dietro.
Si sono avvicinati per una normale identificazione ed hanno scoperto che il guidatore era armato di coltello e l’ospite, che ha subito chiesto disperatamente aiuto, era legato. L’albanese è finito in carcere con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione e minacce su disposizione del pm e l'arresto sabato mattina è stato convalidato dal gip. Per il momento il giovane immigrato resta in carcere. (c.v.)
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