Il Tirreno

Pisa

Il giallo fa il pieno al Book Festival

di Daniela Salvestroni
Il giallo fa il pieno al Book Festival

Platea stracolma per De Giovanni che ha presentato in anteprima “Vipera”, protagonista il commissario Ricciardi

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PISA. Una sala gremita ha accolto ieri Maurizio De Giovanni per la presentazione in anteprima nazionale al Pisa Book Festival di "Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi" (Einaudi) che fa parte di una quadrilogia legata alle feste. Con lui anche Debora Genovesi, autrice del libro di poesie "Le parole non fanno rumore" (Felici Editore). De Giovanni, classe 1958 napoletano di origine, è legato da profonda amicizia con la famiglia Genovesi, titolari della libreria Fogola. I due scrittori hanno dialogato con Paolo Toccafondi responsabile della redazione pisana del Tirreno. De Giovanni ha così parlato del suo libro e della scrittura.

Il protagonista del libro. «Il commissario Ricciardi è completamente diverso dai personaggi della letteratura gialla e i puristi storcono il naso. Il romanzo nero è realista e tratteggia la parte oscura della società, delle anime e delle persone, che tutti abbiamo come quando tutti ci soffermiamo a guardare un incidente per strada e il sangue sul selciato. Ricciardi sente le ultime parole dei morti: è una metafora del dolore. Noi tutti cerchiamo di evitare la sofferenza e "cambiamo canale". Ricciardi è un uomo senza telecomando, non solo sente il dolore, ma lo sente suo. Io quando scrivo ho in mente la storia, ma non quello che succederà tra i personaggi, li creo, ma poi sono liberi di comportarsi come vogliono».

Anni Trenta. «Racconto quegli anni perché sono stati gli ultimi esenti dalla polizia scientifica, che non sopporto. Ne riconosco l'utilità civile, ma non mi piace e non la so raccontare. E' divertente fare le ricerche, anche per le "case chiuse". Una di queste si chiamava "La Suprema", nel libro è "Il Paradiso", oggi è un albergo con le camere che hanno il nome delle prostitute che ci lavoravano, gli stessi arredi e la targa del tariffario delle prestazioni. La protagonista del mio libro si chiama Vipera, come la famosa canzone degli anni Venti, ed è la prostituta più famosa del "Paradiso", una donna dannata dalla sua bellezza».

Donne. «Capire le donne è il sogno impossibile di ogni uomo, io non le capisco. Viviamo in epoche diverse: gli uomini nel presente e pensano solo a stare tranquilli, le donne ricordano alla perfezione il passato (che ti rinfacciano continuamente) e sono proiettate nel futuro. "Dobbiamo parlare" è la loro ossessione. Pur non capendo le donne mi riconoscono una sensibilità e un rispetto per i personaggi femminili».

Bene e male. «Il confine è labile, a volte si mischiano, persone insospettabili che vivono vicino a noi compiono delitti, vuol dire che siamo noi che non sappiamo guardare. Chi uccide crede di fare bene e di non avere alternativa. E' una follia.

Cibo. «Cucinare per qualcuno è un modo di amare, ed è ancestrale. La madre nutre il figlio, un modo di amarsi è fare da mangiare e dare da mangiare. Negli anni ’30 la vita non era così facile e spesso si svolgeva in casa, la differenza fra i giorni normali e le feste era quello che si metteva in tavola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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