La manifestazione
Bersani tiene, Renzi va, Vendola è oltre il 20%
Il segretario vince quasi ovunque in Pisa città, exploit del leader di Sel tra i fuori sede. Bene il sindaco sul litorale, primo a Gello, Avane e Filettole
PISA. A Pisa vince Bersani, mentre in provincia la spunta Renzi, e l’affluenza è stata alta: 9.770 votanti in città di cui 4.296 per il segretario del Pd. Detta così è facile, ma se si considerano i precedenti, il dato diventa più interessante: l’unica esperienza di primarie del centrosinistra per individuare il candidato premier risale infatti al 16 ottobre 2005 quando 13.856 cittadini votarono a Pisa; mentre all’ultimo congresso del Pd, il 25 ottobre del 2009, Bersani ottenne 3.908 consensi. Che l’asticella del 2005 fosse un sogno insuperabile lo dicevano tutti (in quell’occasione fu un plebiscito per Prodi che sconfisse Bertinotti, Mastella, Di Pietro e Pecoraro Scanio), ma il timore di questa edizione era la disaffezione del popolo di centrosinistra e l’obiettivo dichiarato era cercare di uguagliare il congresso del Pd, quando in città 7.773 persone affollarono i seggi. Missione compiuta: la gente crede ancora nella partecipazione e il commento più o meno unanime raccolto durante le file in giornata è che, quando c’è la possibilità di scegliere, il “popolo” risponde.
La performance. I quasi 4.300 di Pisa per il segretario del Pd corrispondono al 44,1% e si allineano al dato nazionale; Bersani va leggermente meglio a San Giuliano (47,7%) e Vecchiano (49,2), mentre a Calci scende al 40,7. Ma non ne approfitta Renzi, che rimane intorno al 35 nei tre comuni non capoluogo; chi sale in modo proporzionale è Vendola con il 21,2 (intorno al 13 negli altri due). Il sindaco di Firenze comunque è il vincitore della Toscana e in provincia di Pisa nel complesso prevale di un punto (43 a 42 sul suo avversario del ballottaggio di domenica prossima). Conclusione: tutti avrebbero motivi per cantare vittoria, invece ieri sera, sul tardi, tutti aspettavo di sentire cosa commentavano gli altri prima di esporsi, perché avevano un certo amaro in bocca e si aspettavano di più. Per tutti in ogni caso il vincitore è il popolo di centrosinistra, che ha mostrato di credere nello strumento delle primarie e che, persino sul segretario di uno solo dei partiti in lizza – Bersani del Pd – ha fatto convergere un numero di preferenze superiore a quelle che questi registra all’interno dei suoi militanti.
I seggi in dettaglio. Spulciando tra le varie sezioni sono varie le curiosità che balzano agli occhi. In primo luogo il dato della sezione riservata ai fuori sede dove, su 935 voti validi, Vendola ne ha presi il 47,9%, cioè 448. La spiegazione: Pisa è città universitaria con una grossa comunità di studenti provenienti dalla Puglia, proprio la Regione che presiede il candidato più a sinistra della cinquina. Ebbene, il governatore ha preso il 49% nella sua terra e un dato molto simile qui tra i fuori sede. Colpaccio di Bersani, invece, ai Passi (60,2%) e a Riglione (55,4), due delle zone più rosse della città. Dove Renzi ha la meglio, infine, è a Coltano, Marina-Tirrenia e Porta a Mare, quartieri dove in genere la destra consegue risultati più incoraggianti che altrove. Spiegazione benevola dei suoi supporter: attiriamo consenso che altri non sfiorano neppure; spiegazione piccata degli avversari: voto inquinato dalla destra. Ma sono scaramucce innocenti. Pisa è una delle realtà più tranquille, al punto che a un presidente di sezione di un quartiere vip scappa addirittura: «Giornata persino noiosa, non sbagliano nemmeno a registrarsi». Il caos paventato non si è visto.
Il circondario. Renzi batte Bersani solo tra i fuori sede in città. Qualche soddisfazione il sindaco di Firenze se la prende a Gello (43,7% a 39) e Ripafratta (39 a 38,1) nel comune di San Giuliano; ad Avane (39,7 a 36,7) e Filettole (46,3 a 38,3) a Vecchiano. Ma da nessuna parte supera la soglia psicologica del 50 per cento. Il segretario risponde con exploit a Metato (55,7) e Mezzana (52,5), più tanti altri seggi dove passa di poco la metà più uno dei voti validi. Cifra molto curiosa quella di Laura Puppato, con il 4,9% a Ripafratta, che si spiega con un circolo molto attivo a favore dell’unica donna presente tra i candidati.
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