Attenzione
«Siamo pentiti: paghiamo tutti»
Restano in carcere tre dei quattro rapinatori arrestati giovedi a Nodica: il gip convalida gli arresti
PISA. Pentiti e pronti a rifondere il danno. Così si sono dichiarati i tre nomadi, due trentenni slavi e un cinquantenne montenegrino appartenenti al campo abusivo di Putignano, che sono stati arrestati dai carabinieri dopo una rapina e un rocambolesco inseguimento avvenuto giovedì mattina all’alba a Nodica, frazione di Vecchiano. Ieri mattina, al carcere Don Bosco, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari Elsa Iadaresta assistiti dal loro legale, l’avvocato Luca Cianferoni di Firenze. Per il quarto componente della banda - giudicata pericolosa sia dal pm che ha aperto l’inchiesta, Antonio Giaconi, che dai carabinieri della Compagnia e del radiomobile, che li hanno poi arrestati - un ragazzo di 17 anni, fratello di uno dei due trentenni e ora al centro di prima accoglienza per minori di Firenze, sono stati chiesti gli arresti domiciliari nel campo di provenienza. I tre nomadi arrestati hanno ammesso i fatti ma hanno sostenuto che l’intenzione era quella di commettere un furto per bisogno e che avrebbero rifuso il danno alla persona derubata, un bar tabacchi che si trova in via Argine Vecchio.
All’alba di giovedì i quattro scassinarono con piedi di porco prima la saracinesca del bar e poi la porta d’ingresso portando via in pochi minuti cinquantamila euro di merce, tabacchi, gratta e vinci e danaro contante. Ma un vicino, svegliato dai rumori, aveva chiamato il 112 ed una pattuglia in zona era arrivata in tempo record inseguendo l’Audi con a bordo i quattro che era stata lanciata a folle velocità per le strade del paesino e alla fine schiantatasi contro un’auto in sosta trascinata a sua volta contro un muro rimasto abbattuto. Il sostituto procuratore che ha coordinato l’inchiesta, il consigliere Antonio Giaconi, ha spedito i quattro in carcere con l’accusa di rapina impropria, date le modalità dell’agguato e la folle corsa successiva, furto e falso, per l’uso di due targhe rubate, e infine danneggiamenti al tabaccaio, al proprietario dell’auto distrutta nel sinistro e al proprietario del muro abbattuto. L’Audi fra l’altro non era assicurata. I tre ieri hanno ammesso il furto contestando l’addebito di rapina e si sono detti alla fine pronti a rifondere il danno a tutte le persone offese, ma il giudice ha convalidato l’arresto e per ora restano in carcere. Nell’aria la richiesta di giudizio immediato entro la prossima settimana.
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