Il Tirreno

Pisa

Maxi pista-ciclabile senza sbocco

di Francesco Loi
Maxi pista-ciclabile senza sbocco

Dal Falterona a Boccadarno con 9 milioni di euro della Regione, ma Pisa non ha ancora il progetto

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PISA. In bici dal Monte Falterona alla foce dell’Arno. E’ il grande progetto di pista ciclabile varato dalla Regione, con 9 milioni di euro di contributi stanziati. E un rischio: che proprio all’ingresso nel territorio del comune di Pisa - dalla città fino a Marina - la pista si fermi. «Firenze e Arezzo si sono subito attivate eseguendo la progettazione e ottenendo ben quattro milioni di euro con cui aprire i cantieri, a Pisa niente», si è indignata la Fiab (Federazione amici della bicicletta), che ha collaborato al progetto con la Regione e le Province interessate (Pisa, Arezzo, Firenze e Prato). E proprio Pisa, rimasta al palo come progettazione, è finita nel mirino della Fiab. La Provincia, sempre in mezzo al riordino dei confini voluto dal decreto legge, ora spesso si trova in difficoltà. «La Regione stanzia dei soldi, ma noi dobbiamo compartecipare fino almeno al trenta per cento: nelle condizioni in cui siamo, con 10 milioni di euro di tagli nel 2013, abbiamo problemi a portare avanti i progetti già pronti, figuriamoci gli altri», ribatte l’assessore alla mobilità Gabriele Santoni. Che aggiunge: «Comunque stiamo facendo il possibile, stiamo dialogando con il Comune per collaborare e mercoledì incontreremo l’assessore regionale Ceccobao, con il quale affronteremo anche questo tema».

Nuovo accordo. Pisa ora sta cercando di recuperare il terreno perduto. La stessa Fiab, in una lettera al sindaco Marco Filippeschi e all’assessore alla mobilità David Gay, aveva chiesto l’intervento del Comune «per non perdere i finanziamenti regionali», invitandolo a «rompere gli indugi» e ad «attivarsi per un accordo diretto con la Regione». Nei giorni scorsi, in effetti, l’assessore Gay ha parlato con Ceccobao per «chiedere, in via eccezionale, di permettere al Comune di inserirsi nell’intesa Regione-Province-Fiab». Da Firenze è arrivato un nulla-osta e ora l’iter pisano si è rimesso in moto. Il progetto però deve ancora essere definito e, di conseguenza, non si conoscono i costi.

Iter e finanziamento. L’idea di Palazzo Gambacorti, come spiega Gay, è quella di inserire nel progetto alcune parti del tracciato che il Comune ha comunque portato avanti da sè dentro altri progetti. Ovvero, il sottopasso ciclopedonale di Ponte a Piglieri, a Porta a Mare; e la previsione di pista ciclabile a La Vettola nell’ambito dei lavori di riqualificazione di via Livornese. Questa sarebbe la porzione del percorso in uscita dalla città, che poi arriverebbe a Boccadarno seguendo il sedime del vecchio Trammino. Una parte, questa del sedime, che invece è di proprietà del demanio e che gli enti dovrebbero acquistare. Ma con quali soldi, e qui si torna al quesito iniziale? Il contributo della Regione sarebbe interamente utilizzato proprio per completare questo tratto della pista. Mentre i lavori realizzati dal Comune, quelli di Ponte a Piglieri sull’Aurelia e di via Livornese, avrebbero già il valore del cofinanziamento chiesto dalla Regione nell’accordo di programma con Province e Fiab. Così si chiuderebbe il cerchio e la pista dell’Arno, partendo dalla sorgente, potrebbe anche vedere la foce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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