Il Tirreno

Pisa

Hack superstar fa il pieno di pubblico

di Daniela Salvestroni
Hack superstar fa il pieno di pubblico

Faccia a faccia con don Di Piazza per presentare “Io credo, dialogo fra un’atea e un prete” di Marinella Chirico

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PISA. Una marea di persone ha accolto ieri pomeriggio Margherita Hack, giunta al Pisa Book Festival per presentare in anteprima il libro "Io credo. Dialogo tra un'atea e un prete", realizzato con don Pierluigi Di Piazza, fondatore del centro di accoglienza per stranieri di Zugliano e intitolato a don Ernesto Balducci. Una testimonianza raccolta dalla giornalista di Rai Tre Marinella Chirico ed edita da nuovadimensione nella collana Frecce, ma soprattutto scaturita da una ventennale sintonia. Un'atea e un prete divisi ma uniti sulle questioni fondamentali della vita, come giustizia, legalità, pace e libertà. A moderare l’incontro la nostra giornalista Candida Virgone. "Io credo che Dio sia un'invenzione - ha detto l’astrofisica - . Sappiamo tante cose sull'evoluzione dell'universo, sulle stelle e la loro vita, ma non sappiamo perché c'è l'universo. È un dato di fatto che qualcuno ha bisogno di spiegare con la fede. Non credo in un aldilà in cui ci incontreremo di nuovo: è consolante e, proprio per questo, non ci credo. Ho sempre pensato all'aldiquà. E Gesù, per me, è stato il primo socialista della storia in quanto si è occupato dei poveri e non dei soliti ricchi". Ha replicato don Di Piazza :"Io mi sento laico, umile credente e anche prete. Mi sento ateo rispetto a un certo Dio: il Dio dei mafiosi e quello di chi è morto per combattere la mafia non può essere lo stesso. Quello che è davvero importante è l'aver dato segni di buona umanità in questa vita. Poi tutti entreremo in un grande mistero". E a proposito del testamento biologico la Hack ha ribadito l’importanza che sia lasciata la libertà alle persone di decidere della loro vita. "È un tema delicato - ha risposto Di Piazza - . La vicenda Englaro è stata l'amore di un padre per una figlia. In un Paese civile bisogna avere rispetto per queste persone. Dio ci ha dato la vita ma anche la massima responsabilità di decidere". Sul futuro dell'Italia l'astrofisica si è augurata più fondi per la ricerca e la cultura per dare una speranza ai giovani, ma anche meno burocrazia e meno ruberie. "Se campassi altri 100 anni - dice la Hack - eliminerei le spese assurde, gli sprechi, soprattutto sul cibo, e il lusso sfrenato". Salute, cultura e lavoro per Di Piazza che aggiunge: "Perché neppure questo governo ha ridotto la spesa sugli armamenti?" Concludendo l'incontro con una domanda: "Se io e Margherita siamo in sintonia sulle questioni fondamentali della vita, sui comandamenti del vangelo, allora cosa significa fede e ateismo?"

Per premiare gli esclusi dalla sala Pacinotti del palacongressi, che hanno protestato a lungo, la scienziata sarà di nuovo in fiera stamani alle 10 per la presentare "L'Arameo Errante" (Il Margine) e "L'Abbé Pierre" (Emi).

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