Sicurezza
Anche sapori e profumi promuovono il turismo
Successo di pubblico alla kermesse organizzata dalla Camera di commercio Oggi quattro chef pisani prepareranno le loro ricette nello spazio ristorante
PISA. Se la Toscana è stata indicata da una giuria internazionale quale destinazione europea per gli amanti del vino da milioni di viaggiatori da tutto il mondo, il territorio pisano è altrettanto ambìto, certo per le sue bellezze storiche e ambientali, ma anche per la sua ricca offerta di prodotti enogastronomici. Forti di questa consapevolezza, l’ente camerale, deputato anche alla promozione e allo sviluppo del settore agroalimentare, ha dato vita alla kermesse “Pisa Food Wine Festival”, che oggi chiude i battenti, dopo tre giorni di full immersion nel gusto, già forte di un consenso che tenendo conto del momento economico attuale, non era facilmente prevedibile. Ma il cosiddetto “effetto moltiplicatore”, termine utilizzato nella scienza della comunicazione, ha fatto sì che la città, un tempo conosciuta e apprezzata nel mondo “soltanto” per il suo inestimabile patrimonio monumentale, artistico, culturale e scientifico, oggi diventi sempre più meta di attenti ed esigentissimi “viaggiatori del gusto”. «Con questo evento - afferma Laura Granata funzionario Servizio promozione e sviluppo delle imprese - la Camera di Commercio invita il consumatore finale a conoscere i prodotti dell’enorme patrimonio agroalimentare della provincia, spesso oggetto di promozione all’estero da parte della stessa Camera, ma poco noto al pubblico locale. Per questo ci siamo impegnati al massimo, realizzando una sinergia, degna di tale nome, che sta dando i suoi primi positivi risultati. Con Il Consorzio Toscana Sapori, la Cna, il Comune e Federalberghi – conclude Granata – abbiamo avviato un progetto di ben più ampio respiro che mira appunto a valorizzare e promuovere quel turismo enogastronomico alla cui crescente domanda dobbiamo rispondere soprattutto offrendo la massima qualità».
Prodotti raffinatissimi, lontani da quelli della grande distribuzione, tranne che nel prezzo, anch’esso contenuto perché decurtato dei molteplici passaggi. Una vera e propria vetrina allestita all’insegna della più autentica filiera corta di prodotti agroalimentari dai quali provengono i più disparati profumi: dai frutti del sottobosco, dei funghi, dei tartufi (nella provincia di Pisa si raccoglie una delle migliori qualità mondiali di tartufo bianco), del mosto e della spremitura delle olive a fine ottobre. Lusinghe olfattive di mille e mille tavole rurali, ma anche delle immense varietà botaniche che si dipartono dall’intenso aroma del pino marittimo fuso con il salmastro di un mare sempre più limpido.
In breve, PisaFoodWineFestival, mira anche a raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti, ma anche le sue storie come nel caso dell’appuntamento di oggi alle 16 con la presentazione (alla presenza degli autori) del libro “L’ultimo seme” di Edi Milianti ed Alessandro Colombini il cui tema estremamente originale è quello della tradizione contadina pisana in chiave “thriller”. Nelle 217 pagine intrise di quella saggezza contadina di cui proprio in questo momento difficilissimo dovremmo far tesoro, si mischiano sapientemente , agricoltura biologica, sostenibilità e sfruttamento, biodiversità e monocoltura, solidarietà e corruzione. Il tutto, ruota intorno ad un delitto che cambierà il destino di una famiglia contadina della Valdera.
Se vi rimane ancora tempo ed appetito (l’evento è aperto fino alle ore 20) fatevi accompagnare da uno dei bravissimi cinquanta allievi dell’istituto turistico alberghiero Matteotti, allo spazio ristorante dove, dalle ore 16 in poi, quattro chef prepareranno altrettante ricette: sono Enzo Poggioni (ristorante Galileo), David Cataldi (Osteria Il fantasma dell’Opera), Daniela Petraglia & Emma Forte (ristorante L Pergoletta). Approfondimenti sul sito www.pisafoodwinefestival.it.
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