Sicurezza
Rimborso dei danni, come fare Ma riuscirci sarà un’impresa
A chi rivolgersi e con quale documentazione. I soldi sono pochi e arriveranno comunque dopo 2 anni Dal Comune alla Regione è un percorso burocratico lungo, complesso, pieno di eccezioni e restrizioni
PISA. Ci sono una buona notizia e una meno buona. La buona notizia è che sarà possibile chiedere un contributo per i danni subiti durante gli allagamenti dell’11 novembre scorso. Quella meno buona è che per arrivare a ottenerli ci vorranno doti da supereroe anti-burocrazia, pazienza e costanza in dosi industriali e minimo due anni di attesa per i fortunati (pochi) che arriveranno alla meta. Il perché sarà chiaro leggendo la varie tappe richieste per ottenere il riconoscimento.
Dopo l'ondata di maltempo che ha colpito anche Pisa, lasciando una scia di danni e polemiche sarà dunque possibile chiedere un contributo per i danni subiti. Ma, come spesso accade, la burocrazia tende a smorzare l'ottimismo e a complicare le cose. Per accedere al contributo bisogna infatti seguire un iter lungo e un regolamento molto «stringente». Chi ha subito un danno a beni mobili o immobili deve “armarsi” di regolamenti, foto, fatture e tanta pazienza.
Il primo passo per ottenere il contributo è presentare al Comune entro il 14 dicembre (compreso) la domanda di segnalazione dei danni (riferiti esclusivamente agli allagamenti dell'11 novembre). I moduli sono disponibili sul sito web del Comune (www.comune.pisa.it), all'ufficio relazioni con il pubblico e agli uffici decentrati (per informazioni: 800981212). Per poter chiedere il contributo è necessario aver subito un danno a beni mobili o immobili e fondamentale è poter dimostrare il danno (anche attraverso foto) e rientrare all'interno delle casistiche che la legge regionale prevede. Per quanto riguarda gli immobili, le strutture devono avere avuto danni a parti strutturali (murature portanti, pilastri, travi, fondazioni o solai, manto di copertura), non strutturali (pavimenti, infissi, ecc.) o che necessita della sostituzione di impianti funzionali all'uso abitativo (impianti elettrici, riscaldamento, idrico, ascensore). I danni alle parti non strutturali, superabili con interventi di manutenzione (imbiancatura, sostituzione di parti degli impianti, sostituzione tegole, ecc.) e quelli che riguardano parti dell'immobile non adibiti ad uso abitativo (garage, cantine, giardini, muri di recinzione, ecc.), non saranno riconosciuti. I contributi sono finalizzati alla parziale copertura delle spese sostenute per il ripristino, la ricostruzione e il riacquisto degli immobili e quindi saranno concessi dopo l'esecuzione dei lavori o dell'acquisto. Per i beni mobili essenziali all'uso abitativo contenuti nell'immobile danneggiato è concesso un contributo forfettario per il riacquisto, riconosciuto solo per quei beni che sono stati cambiati integralmente (occorre presentare la fattura) così come per i veicoli (autoveicoli, motoveicoli superiori a 125 cc. e mezzi per il trasporto di persone diversamente abili) distrutti o irrimediabilmente danneggiati che sono stati o devono essere rottamati.
Dopo la presentazione della domanda, il Comune, che deve inoltrare alla Regione tutta la documentazione raccolta entro il 18 dicembre, dovrà valutare le richieste e, per le pratiche ritenute conformi, eseguire un sopralluogo tecnico per verificare ciò che è stato dichiarato nella domanda. E questo è il primo passo, segnalare cioè (tramite il Comune) i danni alla Regione, che stanzierà i fondi e li “distribuirà” in percentuale a seconda delle zone con maggiori danni subiti. Se la richiesta sarà ritenuta valida si passa al secondo step, presentando un'ulteriore domanda e cioè quella per l'accesso al contributo che, è bene specificare, non è un risarcimento, ma un "contributo in percentuale" ai danni, il cui pagamento avverrà entro 24 mesi. «L'evento dell'11 novembre ha colpito gran parte della Regione – dice Paolo Ghezzi, vicesindaco con delega alla protezione civile - Pisa non è tra le città più penalizzate e quindi i fondi stanziati saranno utilizzati, giustamente, con priorità dove i danni sono stati catastrofici. È un'opportunità - conclude – che non significa che avrà un riscontro reale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
