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Pisa, sfila la protesta degli studenti: bruciata una bandiera del Pd

Pisa, sfila la protesta degli studenti: bruciata una bandiera del Pd

La manifestazione sfila per le vie del centro poi raggiunge l'Aurelia e la blocca per un'ora. Momenti di tensione con gli agenti davanti al municipio. Poi una delegazione di ragazzi è stata autorizzata a sistemare uno striscione sull'edificio

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Gli studenti medi superiori, insieme ai Cobas, hanno sfilato per le vie del centro di Pisa nel corso della giornata di mobilitazione nazionale promossa dal sindacalismo di base contro le politiche governative e i tagli alla pubblica istruzione. Durante il corteo alcuni giovani sono entrati all'interno dei palazzi di Provincia e Comune e hanno appeso striscioni di protesta. Poi, tornati in piazza, hanno bruciato una bandiera del Pd, partito di maggioranza relativa in città.

La manifestazione nelle città della Toscana

A Palazzo Gambacorti, sede del municipio, i manifestanti hanno forzato il blocco delle forze dell'ordine e dopo alcuni momenti di tensione con gli agenti una delegazione è stata autorizzata a salire ai piani superiori dove è stato successivamente esposto uno striscione con la scritta: «Noi studenti non siamo merce».

FOTO Le immagini della protesta

Poi il corteo si è diretto verso l'Aurelia, che è rimasta bloccata per circa un'ora sull'Aurelia.  Il serpentone con circa 250 manifestanti, dopo avere attraversato il centro e avere sostato alcuni minuti davanti alla sede chiusa di Confindustria, ha invaso la strada provocando rallentamenti al traffico. Dopo quasi un'ora studenti e militanti hanno ripreso la marcia verso il centro e attraversato di nuovo i lungarni fino a sciogliere la manifestazione in pieno centro storico senza disordini.

La bandiera bruciata e la reazione del Pd pisano.
"Non accettiamo un gesto di questo genere". Non si fa attendere la reazione del Pd pisano dopo l'episodio della bandiera bruciata in piazza nel corso del corteo studentesco. "Bruciare in piazza la bandiera di un partito politico - scrivono in una nota Francesco Nocchi e Andrea Ferrante, rispettivamente segretario provinciale e comunale del Pd - è un gesto di enorme gravità, che ricorda momenti tristi e bui della nostra storia".  "Ci preoccupa - prosegue la nota - che ci sia qualche gruppo o qualche singolo che vuole, come un apprendista stregone, sfruttare il disagio sociale di tanti cittadini che perdono il lavoro per colpa della recessione e le comprensibili proteste degli studenti e degli operatori della scuola in difesa della scuola pubblica. C'è qualcuno che cerca di dare al disagio e alle proteste una veste violenta. Il Partito democratico, in Parlamento e nel Paese, è il solo partito che si è impegnato per contrastare i progetti di riforma della scuola pubblica che riteneva inaccettabili e di riforma del mercato del lavoro che non condivideva". Poi la richiesta ai Cobas di una presa di distanza dall'episodio: "Ci auguriamo che la Pisa democratica sia in grado di dare a un gesto come questo la giusta risposta e ci aspettiamo una netta presa di distanza, una condanna di questo gesto violento, soprattutto da coloro, come i Cobas, che hanno promosso la manifestazione ed erano presenti in piazza in forma organizzata".

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