La manifestazione
Ecco Face, l’androide che aiuterà i bambini autistici
Realizzato a Pisa, ha un’espressività stupefacente e servirà per stimolare la capacità di relazionarsi delle persone con questo disturbo
Si chiama Face (Facial Automaton for Conveying Emotions), è un sistema integrato che ha lo scopo di aiutare i bambini e gli adulti affetti da autismo a uscire dall'isolamento emotivo. E' stato presentato al dipartimento di Ingegneria dal professor Danilo De Rossi, che ha illustrato il progetto ideato a Pisa e portato avanti da una collaborazione tra Centro Interdipartimentale E. Piaggio e Fondazione Stella Maris. Una delle caratteristiche recentemente riscontrate nei soggetti autistici è quella di riconoscere i robot non come semplici macchine, ma come amici artificiali con cui relazionarsi.
Il progetto, perciò, consiste in un androide dalle sembianze femminili e dall'espressività stupefacente che ha lo scopo di stimolare e sviluppare un percorso riabilitativo, basato sull'imitazione e sulla reciprocità emotiva e sociale: grazie alla sua natura artificiale, il rapporto con l'automa è semplificato rispetto a quello con altri esseri umani e ciò consente al soggetto affetto da autismo di concentrarsi su un numero limitato, riproducibile e modulabile di espressioni emotive. Nelle sedute, sotto l'attenta regia di un terapista, l'androide (realizzato in collaborazione con la Hanson Robotics di Dallas e l'Accademia di Carrara) cerca di innescare con il paziente possibili interazioni di tipo sociale. Il paziente, d'altro canto, risponde riuscendo a migliorare l'orientamento del suo sguardo, nonché riconoscendo ed imitando le emozioni espresse dal volto della sua interlocutrice robotica. La rilevanza del progetto è facilmente comprensibile se si considera che l'autismo è un disturbo che colpisce in media un bambino ogni 150.
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