Proteste
D’Alema scalda il suo Pd
L’elogio di Bersani davanti a una platea strapiena: «Scelta giusta per il partito»
PISA. Solo posti in piedi per ascoltare l’arringa di Massimo D’Alema a favore del segretario Pierluigi Bersani. Domani si vota per le primarie del centrosinistra, e al circolo Arci Pisanova, è arrivato D’Alema a dare l’ultima spallata per spingere al successo la campagna pro Bersani.
«Di Renzi non mi occupo, io studio e faccio politica». Così D’Alema ha sorvolato caustico come suo solito, sulle domande dei cronisti sull’acerrimo rivale Matteo Renzi.
Ad ascoltarlo, c’era tutto il gotha del Partito democratico pisano oltre al sindaco Marco Filippeschi, all’onorevole Paolo Fontanelli, agli assessore Valter Picchi e Fabrizio Cerri e al presidente di Acque spa Giuseppe Sardu.
«Bersani rappresenta l’unità del partito – ha detto a una plaudente platea, l’onorevole D’Alema – ed ha giocato questo ruolo sin dall’inizio, non alzando mai i toni ed aprendo le primarie ad un pubblico il più vasto possibile cosa ad esempio che io non avrei fatto se pur sbagliando».
Dopo questa parziale autocritica, D’Alema ha attaccato fortemente il berlusconismo reo di aver «risvegliato gli istinti peggiori della società italiana tra cui l’anti democraticità».
«Berlusconi – ha detto il deputato – pensava di poter fare a meno dei partiti e dei politici, il problema è che molta parte della società civile gli ha creduto con risultati devastanti». La platea ha applaudito di continuo.
Il coordinatore dell'incontro Cristian Pardossi ha voluto, come responsabile provinciale dei comitati pro Bersani, ringraziare i tanti volontari che si sono adoperati per la campagna a sostegno dell'attuale segretario del partito.
«In un Paese normale come quelli europei - spiega D'Alema - chi vince le primarie è candidato automaticamente a concorrere per la guida del Paese, e per questo sono convinto che Bersani sia la scelta giusta per il partito, per la colazione e per l'intero Paese. Il problema è che in Italia è difficile essere normali».
La legge elettorale è un tema all'ordine del giorno e D'Alema "aggiorna" la platea sugli sviluppi. «Abbiamo presentato un emendamento per introdurre il premio di maggioranza al 40 per cento e, in alternativa, se nessuno raggiunge questa soglia, il premio va al partito che ottiene il numero maggiore di consensi. Credo che su questa base si possa trovare un accordo con le altre forze politiche per cambiare la legge elettorale».
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