Il Tirreno

Pisa

Presi 4 rom inseguiti dopo una rapina

di Candida Virgone
Presi 4 rom inseguiti dopo una rapina

Bloccati dai carabinieri dopo una fuga a 140 all’ora a Nodica: si sospetta che sia la banda autrice di aggressioni in casa

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PISA. Catturati dopo un lungo inseguimento con tutta la refurtiva. Accusati di rapina, quattro nomadi sono finiti in carcere, bloccati dai carabinieri del radiomobile. I quattro, tre giovani di origine slava, di cui uno minorenne, e un montenegrino di mezza età, hanno svaligiato una tabaccheria dopo aver forzato saracinesca e porta con dei piedi di porco, razziando in pochi minuti tutto quel che si può portare via velocemente.

Il bottino era stato di tutto rispetto: quasi cinquantamila euro in tabacchi, gratta e vinci, ricariche telefoniche e danaro contante. Ma per quanto siano stati rapidissimi, il rumore fatto all’alba, in via Argine Vecchio, a Nodica, frazione di Vecchiano, ha svegliato i vicini del tabaccaio che hanno chiamato in fretta i carabinieri.

All’arrivo di una pattuglia che era in zona i nomadi sono fuggiti lanciando l’auto a centoquaranta, con scene da far west incredibili per il piccolo centro, in cui fortunatamente dormivano ancora tutti. Mentre i carabinieri li inseguivano, i rapinatori sono andati a schiantarsi contro un’auto in sosta trascinandola a suo volta sul muro di cinta di una villetta e abbattendolo. E nonostante i carabinieri fossero solo in due e loro in quattro sono riusciti a bloccarli uscendo di corsa dalla «gazzella» e arrestandoli.

L’udienza di convalida per tre di loro, un trentenne, un altro giovane di 32 anni e un uomo di 56, si terrà domani mattina al carcere Don Bosco; davanti al giudice anche il minorenne - ha 17 anni -, fratello del trentenne, che si trova al Centro di accoglienza di Firenze.

I quattro, che abitano in un campo nomadi non autorizzato sorto da poco a Putignano, sono accusati dal sostituto procuratore che dirige l’inchiesta, Antonio Giaconi, di rapina impropria, data la modalità degli eventi, del furto di due targhe da un’auto, di falso per l’applicazione alla loro macchina appunto delle targhe e di danneggiamento, per l’auto in sosta distrutta e il muro abbattuto. Nell’indagine risultano persone offese il tabaccaio, il proprietario dell’auto a cui sono state rubate le targhe e il proprietario del muro.

L’episodio risale a mercoledì all’alba. Ne hanno parlato ieri mattina in caserma il comandante della Compagnia, capitano Stefano Bove, e quello del nucleo radiomobile, che ha operato a Vecchiano, tenente Marcello Savastano. Erano da poco passate le cinque del mattino quando i quattro sono arrivati davanti ad un bar tabacchi in via Argine Vecchio, a Vecchiano. Dopo aver scassinato gli ingressi, in cinque minuti hanno cercato di gettare tutto il possibile in macchina, un’Audi non assicurata a cui erano state applicate due targhe rubate.

«Una pattuglia era in zona - ha detto Bove - proprio per l’intensificazione dei servizi in un’area oggetto di spaccio, prostituzione e furti: così ha potuto subito bloccare i banditi». Per le strade del piccolo centro è avvenuto un inseguimento ad altissima velocità, fortunatamente mentre il paese ancora dormiva, ma in ogni caso altamente pericoloso. Non si esclude - è una delle ipotesi degli investigatori - che la banda possa essere responsabile di altri furti avvenuti negli ultimi tempi in zona, e in particolare di una violenta rapina avvenuta in casa di due pensionati poche settimane fa.

«Un ringraziamento da parte della comunità vecchianese - ha detto il sindaco, Giancarlo Lunardi - all’Arma dei Carabinieri per l’azione rapida e decisa che ha portato all’arresto di una banda dedita alle rapine e piena solidarietà ai concittadini fatti oggetto di atti criminali».

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