Proteste
Numero programmato, le aule si svuotano
Il numero degli iscritti è crollato a Scienze naturali (-91,6%) e Lingue e letterature straniere (-41,5%)
PISA. Era passata come la soluzione migliore per evitare il sovraffollamento delle aule e promuovere il merito.
Uno dei due obiettivi, la decisione di introdurre il numero programmato anche nella ex-facoltà di Lingue e letterature straniere e nel corso di studi in Scienze Naturali e Ambientali (Sna) l’ha certamente raggiunto: le aule di Lingue, infatti, non saranno certamente affollate quest’anno, visto che il numero degli iscritti è crollato del 41,5% (passando dai 549 dell’anno accademico 2011-12 ai 321 attuali).
Poco popolate se non addirittura deserte, saranno poi le aule del corso di studi in Sna, dove gli iscritti sono calati addirittura del 91,6% (passando dai 191 dell’anno accademico. 2011-12 agli attuali 16).
D’altro canto, rimangono seri dubbi sul raggiungimento del secondo obiettivo, quello del merito. Infatti, il basso numero di iscritti non è dovuto ad una scarsa preparazione dei candidati, ma ad una scarsa partecipazione degli stessi, tanto che i promotori dei numeri programmati hanno optato in extremis per la riapertura delle iscrizioni, ma con risultati non proprio esaltanti, visto che – a distanza di oltre un mese – si è ancora ben lontani dalle soglie massime stabilite, corrispondenti a 460 per Lingue e 150 per Sna.
«Purtroppo – spiega Franco Verni, presidente del corso di studi in Scienze Naturali e Ambientali – lo scorso anno c’erano tanti iscritti da compromettere le stesse norme di sicurezza nelle aule; per questo motivo abbiamo dovuto provvedere ad una restrizione degli accessi».
«Naturalmente – prosegue – non ci aspettavamo una riduzione così verticale delle iscrizioni e credo che nella prossima programmazione didattica, in primavera, saremo tutti d’accordo nell’abolire il numero programmato».
La soluzione è stata bocciata anche dalla lista studentesca Sinistra Per, secondo la quale nell’Ateneo pisano sarebbero presenti spazi poco e male utilizzati. «La meritocrazia – specificano poi i rappresentanti – non può essere valutata in entrata: il merito va valutato in itinere».
Intanto, a soffrire una carenza di meritevoli (ma non di candidati) è anche la Scuola Normale Superiore, dove al corso di perfezionamento per matematica sono stati ammessi solo quattro studenti su sette posti disponibili. E nel Consiglio di Classe della Scuola Normale superiore già ci si inizia a domandare se la Scuola stia perdendo la capacità di attrarre studenti di alto livello e, in tal caso, quali ne siano le ragioni.
Va però detto che il concorso della Normale prevede una graduatoria unica per tutta la Classe di Scienze e quindi è anche possibile che quest’anno fossero semplicemente più bravi i candidati di Chimica o di Fisica.
Enrico Santus
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
