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LA PROTESTA

No al decreto del governo Ricorso della Provincia al Tar

PISA. Insostenibile e in parte incostituzionale. Il decreto del Ministero dell'Interno che determina la riduzione dei fondi e dei trasferimenti erariali alle Province, continua a sollevare le...

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PISA. Insostenibile e in parte incostituzionale. Il decreto del Ministero dell'Interno che determina la riduzione dei fondi e dei trasferimenti erariali alle Province, continua a sollevare le polemiche della Provincia di Pisa che, ieri, tramite l'avvocato Mario Chiti, ha depositato il ricorso al Tar del Lazio (annunciato qualche settimana fa) contro l'atto dell'esecutivo dello scorso 25 ottobre che dispone un taglio alle Province di 500 milioni nel 2012 e un miliardo e 200 milioni di euro per il 2013, con la «speranza» che il Tar sospenda il decreto entro la fine dell'anno.

«Il decreto è attuativo di norme di legge che, a nostro giudizio, appaiono in parte incostituzionali - spiega Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa -. Il ricorso ha per oggetto anche i criteri e la procedura amministrativa seguita dal Ministero dell'Interno per determinare i tagli», calcolati sui cosiddetti “costi intermedi”, cioè le risorse per attività e investimenti.

«La valutazione dei tagli non è stata fatta in maniera critica ma è stato eseguito un taglio lineare – continua Pieroni -. C'è anche la contraddizione che questi tagli, come dice la legge sulla spending review, dovrebbero mantenere inalterati i servizi ai cittadini. Ma in realtà nei cosiddetti costi intermedi ci sono le risorse che servono a garantire proprio i servizi». Nel 2013, per la Provincia di Pisa si calcola un taglio di circa 14 milioni di euro: ciò significa che dal prossimo gennaio la Provincia non ha risorse per garantire il trasporto pubblico, il riscaldamento nelle scuole, la manutenzione delle strade, del territorio e degli edifici scolastici.

«Anche perché - specifica Pieroni – c'è una perversa congiunzione di fattori negativi: ai tagli si aggiungono i vincoli del patto di stabilità che non consente di spendere una quota del nostro bilancio (circa 13 milioni per la Provincia di Pisa, ndr)». Il ricorso è stato condiviso da tutte le province toscane e verrà presentato anche da molte altre province italiane.

«Diventa un'azione con una valenza anche politica», aggiunge Pieroni che, sulla possibilità di dimissioni di massa dei presidenti delle Province avanzata qualche settimana fa, sottolinea che «pur essendoci tutte le condizioni per farlo, è il senso di responsabilità verso i cittadini che ci hanno eletto a farci resistere e continuare in questo difficile ruolo di amministratori di enti formalmente riformati, ma sostanzialmente aboliti».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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