Il Tirreno

Pisa

La breccia del ricorso si allarga a 529 studenti

di Gianluca Campanella

L’ammissione agli esami decisa dal Tar potrebbe riguardare altre 380 matricole Intanto l’Università aspetta la sentenza definitiva prima di adattare la didattica

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PISA. “Diritti a sinistra” dopo la vittoria al Tar della Toscana, conquistata mercoledì, adesso prova ad allargare il risultato ai 380 circa studenti che non aveva fatto ricorso. Ieri l’altro, infatti, 150 dei 529 studenti che non hanno superato il test di autovalutazione a Ingegneria di Pisa, sono stati riammessi agli appelli d’esame. Questo perché a ingegneria non è previsto il numero chiuso e chi non ha passato la prova del 5 settembre si è potuto comunque iscrivere ai corsi di laurea, pagando le tasse d’immatricolazione; il problema era che fino a quando lo studente non annulla gli Ofa, obblighi formativi aggiuntivi emersi in quel test, non può fare esami.

La lista studentesca pisana, in collaborazione con Udu (Unione degli universitari), la settimana scorsa aveva pertanto promosso il ricorso curato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, a cui hanno deciso di partecipare 150 matricole. E a questi il Tar ha dato ragione con decreto cautelare: in pratica il giudice Paolo Buonvino ha stabilito che fino alla sentenza di merito, i ricorrenti si possono comportare come se avessero vinto. Martedì 4 dicembre ci sarà un’assemblea al polo Etruria (polo F) alla quale sono invitati a partecipare tutti i restanti 380; saranno presenti anche lo stesso Bonetti e Michele Orezzi, coordinatore nazionale Udu. E si suppone che a questo punto gli altri ragazzi vincano ogni timidezza e, visto il precedente favorevole, decidano di aderire alla causa collettiva.

C’è tempo per estendere anche a loro gli effetti della eventuale sentenza favorevole, poiché la prossima udienza a Firenze è fissata per il 19 dicembre e gli esami a ingegneria sono previsti da gennaio in poi. In ogni caso, il consiglio a tutti i 529 è di presentarsi il 17 dicembre al prossimo test di autovalutazione, uno dei due/tre appuntamenti che nel corso dell’anno danno una chance di annullare gli Ofa. E ciò vale anche per i vincitori dell’altro giorno, perché il regolamento di ingegneria è chiaro: gli Ofa prima o poi vanno cancellati. Il Tar ha sì detto che la presenza del debito non ostacola la possibilità di dare esami, ma non ha cancellato quella parte del regolamento.

C’è quindi attesa per la pronuncia del tribunale amministrativo, sia sul fronte studentesco che su quello accademico: i direttori dei tre dipartimenti di ingegneria al momento stanno studiando come adattare la didattica alle possibili sentenze e sono in contatto costante con la commissione tecnica che sta stendendo il regolamento della futura “scuola di ingegneria”, una struttura leggera prevista dalla riforma Gelmini che consentirà il coordinamento tra i tre nuovi dipartimenti; essi hanno sostituito la vecchia facoltà, inglobandone i compiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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