Il dolore
«Il costo della nuova Sepi non è certo un affare»
Il consigliere Petrucci: «Se il Comune avesse gestito direttamente l’operazione avrebbe risparmiato sull’Iva. Inoltre, spenderà più del valore della vecchia sede»
PISA. «Ma la costruzione di una nuova sede di Sepi è davvero un’operazione conveniente?». La domanda è di Diego Petrucci, consigliere comunale della lista civica “Noi adesso Pisa” che si presenterà alle prossime elezioni comunali.
Nuova sede. Com’è noto alla Sesta Porta sta nascendo un nuovo nucleo di servizi tra cui anche la nuova sede della Società delle entrate di Pisa, una spa al 100% di proprietà del Comune. Attualmente, Sepi ha la sede in piazza dei Facchini, dietro a Palazzo Blu. «Di questa sede - spiega il consigliere Petrucci - come ha riferito in IV Commissione l’assessore Andrea Serfogli, non esiste una stima che, si riferisce, sia attualmente in corso. Pertanto, ora, non conosciamo il valore in euro dell’immobile. Ma conosciamo quanto costerà la nuova sede: 8.228.000 euro Iva compresa. E sempre l’assessore Serfogli ha riferito in commissione che l’attuale sede in piazza dei Facchini non vale certamente 8 milioni. Allora, torno a domandare: qual è la convenienza?».
Non c’è convenienza. Una domanda che, dopo l’introduzione, ha già una risposta: se spendo di più non c’è convenienza. Si può obbiettare che la nuova sede sarà nuova e più funzionale, ma Petrucci replica affermando che «soltanto se conveniente dal punto di vista economico, l’operazione è giustificata altrimenti Sepi ha già una sua sede». Soprattutto di questi tempi, fa capire, quando i soldi sono pochi per tutti, Comuni compresi. Quindi, il consigliere ex Pdl entra più nel merito dell’operazione affermando che «c’è un problema formale non indifferente su cui ho chiesto un parere al collegio dei revisori dei conti».
Tre società al 100% del Comune.Vediamo quali sono questi aspetti formali, ma che scopriamo essere di sostanza. «La Sepi - spiega Petrucci - è una spa al 100% del Comune di Pisa che ha stipulato un contratto di compravendita con Pisamo spa, proprietaria dell’area, e con Sviluppo Pisa che è la società incaricata da Pisamo di costruire l’edificio. Tutte e tre, Sepi-Pisamo-Sviluppo Pisa, sono al 100% di proprietà del Comune. Il contratto è fra questi tre soggetti, tuttavia la nuova sede di Sepi non sarà pagata con i soldi che Sepi ha nel suo bilancio, ma dal Comune».
La differenza. Tuttavia, domandiamo, che differenza c’è se paga il Comune quando Sepi è al 100% del Comune di Pisa? Non sono sempre soldi pubblici?
«Intanto, la differenza la fa la stima dell’attuale sede di Sepi in quanto, anche se in corso, sappiamo già che avrà un valore in euro inferiore a quella nuova. Ma c’è un paradosso».
L’Iva da pagare. Ovviamente, chiediamo a Petrucci di spiegare questo paradosso: «Se l’operazione - è la risposta - invece di passare attraverso le scatole cinesi del Comune, Sepi-Pisamo-Sviluppo Pisa, fosse stata gestita in maniera diretta dal Comune, perlomeno non si pagherebbero 1.645.600 euro di Iva che invece saranno spesi per l’atto di compravendita. Gli oltre otto milioni di costo della nuova sede, da quanto riferito da Giovanni Viale, assessore al bilancio, saranno coperti da un mutuo di due milioni e da una riduzione di altri interventi di sei milioni. Se il Comune avesse gestito in maniera diretta l’operazione, la comunità avrebbe risparmiato 1.645.600 euro di Iva, ovvero quasi l’accensione del mutuo».
Una sede dal patrimnonio dismesso. Ma il consigliere comunale della lista civica “Noi adesso Pisa” che si prepara a dare l’assalto a Palazzo Gambacorti non si ferma e aggiunge: «Se Sepi aveva bisogno di una sede nuova, non era il caso di individuarla all’interno dell’enorme patrimonio immobiliare dismesso che il Comune non riesce a vendere? E che non vendendolo e non utilizzandolo è comunque un costo? Penso, per esempio, all’asilo di via Coccapani o alla scuola Diaz a Coltano».
Farà la fine della Mattonaia? Ed infine, l’ultima riflessione che è una stoccata a chi credeva di vendere facilmente immobili in centro che da anni sono invenduti: «L’amministrazione comunale ha qualcuno interessato a comprare la sede della Sepi o farà la fine della Mattonaia?».
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