Il Tirreno

Pisa

Sara, l’udienza dopo un anno e mezzo

di Candida Virgone
Sara, l’udienza dopo un anno e mezzo

Inchiesta sulla bambina morta in Calabria: domani a Locri si discute l’opposizione chiesta dai genitori

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PISA. Una bambina morta, secondo i genitori e perfino secondo il perito del pm, per colpa dei medici, a quattro anni e mezzo, nell’agosto del 2009, e che non riesce a trovare pace. Da un anno e mezzo la famiglia di Sara Sarti, la bimba di Vecchiano deceduta all’ospedale di Locri fra atroci tormenti, attende dalla procura calabra la banale fissazione di un’udienza per la discussione dell’opposizione alla richiesta di archiviazione del caso. Una cosa che generalmente avviene al massimo in qualche settimana, ma che in questa strana vicenda, snodatasi attraverso archiviazioni annunciate, ricevimento di indagati da parte dei pm inquirenti, conferenze stampa improvvisate del procuratore durante la nomina dei periti, parenti degli indagati in udienza, offese e spintoni alla famiglia in lacrime per una perdita così grave e trasmissioni oltraggiose su tv locali, non è che l’ultimo anello di una lunga catena di strane coincidenze su una giustizia lumaca e non uguale per tutti, oggetto di una interrogazione parlamentare dell’onorevole Ermete Realacci presentata a giugno e la cui risposta è stata sollecitata ad agosto e pochi giorni fa.

L’udienza ora è stata finalmente fissata, il 20 ottobre scorso: si terrà venerdì, ma ai genitori la notifica è arrivata solo il 15 novembre, insomma quasi un mese dopo, mandando giustamente in bestia questa mamma e questo papà che chiedono giustizia su una fine terribile che si poteva evitare con un po’ di accortezza e di umanità. Caterina Nicita e Alessandro Sarti, assistiti nella loro battaglia legale dagli avvocati Giovanni Frullano ed Elena Mannucci, sono devastati. I difetti di notifica sono frequenti, ma in questo caso un po’ di attenzione, un invio tramite fax ad esempio, avrebbe dimostrato che qualcosa poteva cambiare. Che cosa comporti questo ritardo ce lo spiega l’avvocato Frullano.

«Si prevede una notifica - spiega il legale - almeno dieci giorni prima dell’udienza: questo atto doveva arrivare almeno entro il 12, di fatto è arrivato a noi il 14 ed è stato perfezionato con l’avviso ai genitori il 15. Questo implica che la famiglia avrà maggiori difficoltà per sostenere le sue posizioni, non potendo di fatto depositare ulteriori memorie e documenti nei cinque giorni liberi prima dell’udienza». «La madre si è sentita male - aggiunge l’avvocato Mannucci - non accetta che la figlia venga trattata così per la seconda volta. Noi saremo presenti in udienza e comparendo saneremo la nullità della notifica. Abbiamo preparato comunque un’adeguata difesa e speriamo che si continui dopo uno stop di un anno e mezzo. Ora ci aspettiamo che il gip ordini al pm di formulare l’imputazione a tre dei quattro indagati: sia le nostre perizie che quelle della procura hanno confermato che Sara si sarebbe salvata con l’assistenza adeguata. I genitori hanno chiesto nuove indagini mai fatte e l’acquisizione di documenti medici mai avvenuta». Intanto, senza alcuna motivazione e senza problematiche di incompatibilità, è cambiato il gip: al posto di Andrea Amadei ci sarà Caterina Capitò.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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