Il Tirreno

Pisa

«In migliaia a Medjugorje ma la Chiesa nutre dubbi»

di Danilo Renzullo
«In migliaia a Medjugorje ma la Chiesa nutre dubbi»

Caso Brosio: parla il responsabile dell’ufficio diocesano pellegrinaggi «Ci vanno anche i sacerdoti, ma io la considero una disobbedienza»

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PISA. «Ha fatto bene l'arcivescovo a dare un freno a Brosio».

Nella diatriba tra Paolo Brosio, giornalista e conduttore televisivo pisano, e l'arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto che avrebbe intimato (come racconta lo stesso Brosio nel suo ultimo libro) all'ex collaboratore di Emilio Fede e ai suoi amici di non svolgere in chiesa testimonianze su Medjugorje perché si tratta di una Madonna non riconosciuta dalla Chiesa, arriva una forte presa di posizione di don Danilo D'Angiolo, parroco della chiesa del SS. Sacramento di Pietrasanta, responsabile dell'ufficio diocesano pellegrinaggi e consulente ecclesiastico nazionale della Fondazione Studi Tonioliani, a favore dell'arcivescovo.

«Ho partecipato, come responsabile ecclesiastico dell'agenzia, ad un viaggio “educational” a Medjugorje per rendermi conto della situazione – spiega don Danilo -. Durante il viaggio ho avuto l'opportunità di parlare anche con il vescovo di Mostar (sotto la cui giurisdizione ricade anche Medjugorje, nda) e alla fine ho steso una relazione che ho consegnato all'arcivescovo Benotto, sottolineando che Medjugorje è indubbiamente un luogo di preghiera. E se tale lo si considera non c'è niente di male: come tanti altri luoghi di preghiera che ci sono, va rispettato. Il fatto negativo è che c'è chi spinge sull'acceleratore sulle apparizioni, i miracoli e vari fenomeni che danneggiano e portano fuori da una concezione sana della fede. Secondo me ha fatto bene l'arcivescovo a porre un freno a Brosio».

«Non ho neanche mai approvato chi usa Brosio per incontri, anche nella nostra diocesi – continua don Danilo -. Voglio bene ai miei confratelli ma mai inviterò Brosio né fonderò un gruppo di preghiera sulla Madonna di Medjugorje», ancora non riconosciuta dalla Chiesa, che si pronuncerà al termine dei lavori di una commissione formata dalla Santa Sede nel 2010, composta da teologi, vescovi ed altri esperti e presieduta dal cardinale Ruini, che sta studiando le apparizioni della Madonna.

«Secondo me anche dire Madonna è sbagliato perché non è riconosciuta dalla Chiesa, che si pronuncia solo ad evento concluso – specifica don Danilo -. Se l'evento è in atto, la Chiesa non può intervenire».

Nonostante il “veto” dell'arcivescovo Benotto, che segue la linea ufficiale della Chiesa, sono tanti i fedeli pisani e dell'intera diocesi (che abbraccia territori di più province) che annualmente si recano in pellegrinaggio a Medjugorje, anchese poi è difficile trovare qualcuno che parli volentieri di questa esperienza. «Sono migliaia – aggiunge il parroco di Pietrasanta -. Brosio organizza tanti aerei che partono da Pisa e annualmente porta a Medjugorje circa 7mila fedeli. Ci sono purtroppo anche dei parroci (della diocesi, nda) che non tenendo conto della disposizione ufficiale della Chiesa e neanche della direttiva dell'arcivescovo organizzano pellegrinaggi a Medjugorje. E questo mi sorprende perché la considero come una disobbedienza. Io obbedisco alle disposizioni, ma non ciecamente e soltanto per un fattore disciplinare. Per me è un fatto ecclesiale e teologico. Invece ci sono sacerdoti che si prendono la licenza e la responsabilità di prevenire quanto la Chiesa dovrà accertare e definire. Ormai ha attecchito questa devozione e certamente il ruolo di Brosio, anche grazie a tutte le trasmissioni televisive a cui partecipa, credo che abbia concorso a radicare questa devozione “specifica”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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