Il dolore
Depuratore, 16 milioni fermi da sei anni
Ditta inadempiente e progetto del 2006 ormai vecchio: Acque deve rifare la gara per i lavori all’impianto di via San Jacopo
PISA. Circa 16 milioni di euro sono stati stanziati per l’ampliamento del depuratore di via San Jacopo, ma dopo ben 6 anni non c’è stato alcun significativo passo in avanti. Anzi, fino a tutto il 2013 non vi saranno speranze di vedere una ditta lavorarci. Non potrà esserci dunque nessun potenziamento dell’impianto che riceve gli scarichi di tutta Pisa nord e che dovrebbe mandare per larga parte in pensione la struttura della Fontina, oltre ad accogliere finalmente gli scarichi fognari dei comuni di Vecchiano e San Giuliano.
L’ultimo intoppo è rappresentato dalla ditta campana che si era aggiudicata l’appalto, una ditta che, stando a quanto detto da Acque spa, «passava più tempo in tribunale che in cantiere». Un po’ la crisi economica, un po’ altre problematiche, fatto sta che Acque spa (committente dei lavori) pochi giorni fa ha dovuto rescindere il contratto perché «la ditta non produceva quanto previsto dall’appalto». E pensare che il nuovo depuratore di via San Jacopo doveva essere consegnato nel 2009, visto che per realizzare l’ampliamento erano stati previsti 730 giorni. In poco meno di 6 anni, invece, l’unica cosa che è stata realizzata è una palazzina (valore circa un milione e 300mila euro) per gli uffici di Acque.
Forse però per rescindere un contratto non si doveva aspettare così tanto tempo. Giuseppe Sardu, presidente di Acque, si è trovato la patata bollente sia della “coda avvelenata” della rescissione del contratto, sia della preparazione di una nuova gara. «La rescissione del contratto è avvenuta con la decisione dell’intero cda e ora dobbiamo preparare il nuovo bando che deve tener conto anche delle novità in termini tecnologici», spiega Sardu. In effetti, di acqua nel frattempo ne è passata sotto i ponti dell’innovazione nel settore della depurazione delle acque. «Insisteremo molto sul risparmio energetico e comunque la cifra di spesa non dovrebbe subire sostanziali modifiche», conclude Sardu.
Purtroppo, per preparare il capitolato di questa gara ci vorrà tutto il 2013. E quindi il cantiere non aprirà prima del 2014. Ci vorranno dunque minimo otto anni per il semplice ampliamento di un depuratore. L’acquedotto romano che passa non distante è stato costruito in meno tempo. Non era più semplice scorrere la graduatoria? «Non si poteva perché la gara prevedeva che l’azienda aggiudicatrice presentasse anche un progetto che, ovviamente, è difforme da quello della seconda e di fatto quindi non c’è alcuna graduatoria».
L’intera vicenda è stata seguita dal consigliere comunale di Sel Carlo Scaramuzzino, che dice: «L’anno scorso abbiamo affrontato il problema in commissione controllo e garanzia e siamo arrivati addirittura a fare un sopralluogo sul cantiere visto che la ditta aveva più avvocati che operai». Oltre al danno arriva anche la beffa. «Il mancato ampliamento del depuratore di via San Jacopo ha costretto a fare lavori sui vecchi depuratori di Vecchiano e della Fontina, senza considerare che dopo sei anni dall’aggiudicazione della gara la tecnologia per la depurazione è molto cambiata», ribadisce il consigliere. Ricapitolando: in sei anni non vi è stato alcun ampliamento e sono stati spesi altri soldi per “rattoppare” i vecchi depuratori, che ora devono resistere almeno altri tre anni.
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