Il dolore
Tiziana, Maria e Annet: tre donne per la solidarietà
PISA. Assegnati all’Associazione Agbalt, all’associazione “Donne in movimento” e alla regista Annet Henneman i tre premi dell’XI edizione di “Donne per la solidarietà’”. Torna dopo un anno di...
PISA. Assegnati all’Associazione Agbalt, all’associazione “Donne in movimento” e alla regista Annet Henneman i tre premi dell’XI edizione di “Donne per la solidarietà’”.
Torna dopo un anno di silenzio il premio dedicato alla memoria di Paola Biocca, Paola Sarro e Laura Scotti, le tre volontarie che persero la vita il 12 novembre del 1999 nella sciagura dell’aereo delle Nazioni Unite caduto a Pristina(Kosovo) nel tentativo di portare aiuto alle popolazioni flagellate dal recente conflitto.
Sebbene con diverse motivazioni, le vincitrici del premio “Donne per la solidarietà” sono legate da un unico filo conduttore di solidarietà, coraggio e accoglienza. Un’attività svolta perlopiù in silenzio, lontano dai riflettori e – come ha sottolineato Marilu’ Chiofalo - «da donne capaci di trasformare con un atto di vicinanza e di amore, il dolore in sorriso, la schiavitù in consapevolezza, la disperazione in speranza».
È stato il sindaco Marco Filippeschi, alla presenza del presidente del consiglio comunale Titina Maccioni, a consegnare nella sala Regia del Comune i prestigiosi riconoscimenti, le medaglie realizzate da Milena Moriani. Per l’Agbalt ha ricevuto il premio la dottoressa Tiziana Del Carlo, presidentessa dell’associazione, con la seguente motivazione: «Per il lavoro resiliente capace di trasformare in speranza il dolore e la paura più grande di un genitore e la quotidianità dei bambini».
Alla dottoressa Maria Landau, dell’associazione “Donne in movimento”, il secondo riconoscimento per «Il costante lavoro anche in strada per accogliere e sostenere le donne nel cammino di libertà dalla schiavitù e dalla tratta».
Un premio speciale è andato a Annet Henneman, attrice di teatro e regista di Teatro Reportage, «Una donna capace di praticare con creatività la potenza trasformativa e evocativa del teatro per dar voce a chi voce non ha, costruendo ponti di pace tra persone e comunità che vivono conflitti».
La Henneman ha recitato e denunciato l’assenza di libertà di espressione in molti Paesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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