Il Tirreno

Pisa

Tassa di soggiorno, manca oltre un milione di euro

di Francesco Loi

È la differenza tra quanto realmente incassato e quanto ipotizzato dal Comune «Meccanismi da rivedere, le strutture dovranno comunicarci i nomi dei turisti»

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PISA. All’appello manca circa un milione di euro. Sulla tassa di soggiorno il Comune ha fatto i conti. Ma non tornano. Quel milione di euro è la differenza tra quanto realmente incassato e quanto erano stato previsto (2,5 milioni di euro). E ora l’amministrazione sta studiando come correre ai ripari. L’idea? Sollecitare titolari e gestori delle strutture ricettive, davanti anche a possibili sanzioni, ad osservare le regole ed essere più pressanti nei confronti del turista che non paga. Ma il punto dolente della tassa di soggiorno non è l’unico a pesare sul bilancio 2012 e su quello 2013: i tagli statali e le mancate compensazioni Imu sono gli altri tasselli di un mosaico sempre più difficile da comporre. Il bilancio dovrà arrivare in consiglio comunale nelle prossime settimane. Intanto, dopo che la giunta ha approvato le linee di indirizzo per il bilancio preventivo 2013, i lavori proseguono in commissione consiliare (la quarta): anche ieri si è parlato dell’assestamento generale di bilancio per l’esercizio 2012 e proprio delle linee guida per il 2013, con audizione dell’assessore Giovanni Viale. Che conferma come, a fronte dei tagli già subiti e di quelli in arrivo, l’amministrazione dovrà «ricorrere ai 2,3 milioni di avanzo» per sistemare i numeri del bilancio.

Previsioni elevate. Sul caso della tassa di soggiorno sono diversi gli aspetti che incidono. Detto che ancora deve essere conteggiato l’ultimo trimestre dell’anno e che si è verificato un calo di presenze (dunque dei pernottamenti sui quali è applicata la tassa), pur contenuto nel territorio comunale pisano, lo stesso Viale ammette che le previsioni relative alle cifre andranno ricalibrate: troppo alto il “pronostico” dei 2,5 milioni messi a bilancio. Inoltre, se in cassa la differenza è così notevole significa anche che «non tutti hanno pagato», dice l’assessore. E siccome «è improbabile che tutti i turisti si siano rifiutati di pagare», qualche struttura risulta inadempiente. Secondo quanto risulta a Palazzo Gambacorti, tali inadempienze si riscontrano soprattutto nel settore extralberghiero: bed&breakfast, affittacamere, case per ferie, eccetera. E’ anche vero che sui meccanismi di riscossione la legge attribuisce il compito ai Comuni, non tanto alle strutture ricettive. «Per la normativa saremmo noi a dover rincorrere i turisti che non pagano», si lamenta Viale.

Nodo riscossione. Di conseguenza, l’amministrazione sta pensando a come modificare i meccanismi di introito della tassa. L’ipotesi principale è quella di chiedere a tutti i titolari e gestori di strutture ricettive (alberghiere ed extralberghiere) «di comunicare nome e cognome del turista - dice Viale - entro un certo numero di ore dalla partenza». Il Comune, disponendo delle cifre relative alle presenze, farebbe poi i controlli incrociando i dati ricevuti dalle strutture. E, in caso di mancato adempimento, scatterebbero le multe. La proposta è evidentemente ancora da precisare e rifinire, ma su questo fronte l’amministrazione intende andare avanti, dopo aver deciso di non aumentare l’importo della tassa di soggiorno, che va dai 2 euro (a notte) per gli alberghi a quattro e cinque stelle ad un euro per campeggi e ostelli, passando da 1,5 euro per i due e tre stelle e gli agriturismi. In sede di discussione e approvazione del bilancio, sarà il consiglio comunale ad esprimersi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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