Sicurezza
Finiti i soldi, stop alle lezioni di ginnastica
Protestano gli insegnanti di educazione fisica per il blocco forzato dei centri sportivi scolastici
PISA. Bloccate tutte le attività dei centri sportivi scolastici per la «mancata copertura tecnica, assicurativa ed economica».
A denunciare lo “stop” delle attività sportive sono i docenti di educazione fisica (scienze motorie) della provincia di Pisa. «L’attuale blocco “forzato” delle attività dei centri sportivi scolastici e delle attività dei giochi sportivi studenteschi si è determinato per mancanza di indicazioni da parte del Miur – si legge in una nota dei docenti -. Si registra la completa assenza di copertura tecnica, assicurativa ed economica su tutte le attività sportive scolastiche: questo, di fatto, vieta ai dirigenti scolastici di poter dare il “via” alle attività dei centri sportivi scolastici e agli insegnanti di attivare sia le fasi preparatorie che agonistiche in tutte le discipline sportive».
Con il blocco delle attività sportive, a farne le spese saranno famiglie e alunni che dovranno rinunciare a «un'opportunità di formazione, di movimento e di sport che, in forma gratuita, la scuola pubblica ha sempre offerto con notevoli riscontri educativi e partecipativi».
Per sottolineare la gravità della situazione, i docenti, che si sono riuniti in assemblea lo scorso 15 novembre, citano il numero di alunni coinvolti lo scorso anno nelle attività sportive provinciali: circa 1000 nell’atletica leggera, 500 nel nuoto, 200 nello sci alpino. Inoltre, per i giochi di squadra nei vari sport, si sono effettuati più di 210 incontri organizzati in tornei per categorie. «L’attuale blocco – continuano i docenti - toglie alla scuola pubblica la possibilità di offrire “movimento” a tutti, anche ai meno abili o a chi non si può permettere l’iscrizione ad una palestra o a corsi a pagamento. Tagliare l'istruzione nell'ambito delle discipline motorie accessorie è un gravissimo errore, considerato anche che nella popolazione scolastica si stanno diffondendo in maniera preoccupante sedentarietà, sovrappeso, obesità, alcolismo e tabagismo. Purtroppo è l’ennesimo colpo di scure che impoverisce ulteriormente le risorse per la scuola pubblica di ogni ordine e grado. Auspichiamo – concludono i docenti - che, nell’interesse soprattutto degli alunni e delle loro famiglie, il Miur provveda a sbloccare questa situazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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