Trasporti
Donato il centesimo defibrillatore
Il dottor Cecchini annuncia: «Avremo anche uno spazio al Festival di Sanremo»
CALCI. Sono 100! Un numero importante, pieno di significato. E’ il numero dei defibrillatori installati soprattutto sul territorio del lungomonte pisano. Da San Giuliano a Vecchiano, da Pontasserchio a Filettole, da Avane a Campo, a Ghezzano: un po’ dovunque si è registrata la diffusione dello strumento salvavita. Dopodomani alle 21, al Teatro Valgraziosa, sarà festeggiato l’evento del centesimo defibrillatore, che è stato donato dal dottor Ugo Mugnaini, del centro Le Querciole di Ghezzano, e che troverà posto al parco delle Fonderie, a Cappetta.
In una conferenza stampa il sindaco Bruno Possenti, presenti il vice Antonio Piccioli, l’assessore Sandro Sandroni e Massimo Carzoli dell’ufficio tecnico, ha sottolineato l’importanza della presenza del defibrillatore in una comunità, dando atto della “alta missione del dottor Cecchini”, vero missionario laico per salvare la vita. Il noto cardiologo, nell’indifferenza iniziale, a proprie spese dotò Calci del primo apparecchio pubblico a livello nazionale, era il 27 dicembre 2007. «È stato il primo di una lunga serie – ha ricordato Cecchini, il cui sito www.cecchinicuore.org ha avuto fino ad ora ben 185mila presenze –. C’è una notizia importante – ha poi annunciato – avremo uno spazio nel corso delle serate al Festival di San Remo».
«Ne è stata fatta di strada – ha rilevato Ugo Mugnaini – sono onorato di questo dono, appunto il centesimo defibrillatore, alla Vallegraziosa. Alla farmacia di Metato, una delle due farmacie che abbiamo rilevato dal Comune di San Giuliano, ho disposto già che sia collocato un apparecchio, arma concreta contro la morte improvvisa».
Ha documentato Cecchini: «Circa 70mila persone ogni anno sono colte da morte improvvisa, quasi 200 ogni giorno. Qualunque sia la causa iniziale, l’evento finale è nel 90% dei casi legato all’insorgere di un’aritmia fatale, la fibrillazione ventricolare. Può essere interrotta e stroncata solo da una o più scosse elettriche. La crisi deve essere interrotta il più presto possibile altrimenti l’accidosi metabolica, che si sviluppa dopo due o tre minuti di arresto, può vanificare ogni sforzo di rianimazione, anche la più avanzata».
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