Lutto
Umidità e crepe Protestano i residenti delle case di Mezzana
Sono i due blocchi in via Gensiane dove abitano 36 famiglie mentre Apes e servizi comunali si rimpallano le competenze
MEZZANA. «Se battesse il terremoto, qui crollerebbe tutto o quasi. Basta venire sul posto e toccare con mano. Quelle crepe alle pareti delle case dovrebbero far riflettere». La denuncia arriva da Giordano Ciardelli, un inquilino delle abitazioni popolari di Mezzana, via delle Gensiane, una traversa di via delle Rose. Ciardelli, avanti con gli anni, è persona molto nota. Fondatore nel dopoguerra a Molina di Quosa, di una delle prime cellule del partito comunista, conquistò grande notorietà per le battaglie giudiziarie condotte contro la chiesa parrocchiale a Orzignano. Oggi guida la protesta degli occupanti le case di edilizia popolare. «Qui vivono trentasei famiglie negli immobili suddivisi in due grandi blocchi: siamo penalizzati – fa sapere Marusca Paterni -. Sono nata a Pisa e quando, dieci anni fa, tornai a Mezzana credetti di realizzare un grande sogno. Speravo di stabilirmi in un appartamento funzionale. Invece, ho dovuto fare i conti con una triste realtà. Una situazione - aggiunge - che si è andata aggravando nel tempo. Avere a che fare con l’umidità, ritrovarsi in mezzo la muffa non è piacevole. Specie per le persone anziane questo rappresenta un dramma .Ho circa 80 anni – conclude – sono anche malmessa sulle gambe e mio marito è molto malato».
Chiamato in causa, l’uomo esprime amarezza. «Ciò che fa più male – ripete – è che Apes e amministratori comunali si rimpallano le competenze. Così non intervengono neppure attuando quelle misure elementari che sarebbero indispensabili. Solo una volta si è tentata un’opera di deumidificazione al piano terra senza risultati. La verità è che queste case sono nate male, realizzate forse con materiali di scarso pregio. Soprattutto non risultano eseguite a regola d’arte. Non si spiegherebbero altrimenti le condizioni in cui versano».
La consigliera comunale Elisabetta Mazzarri, che abita da queste parti, fa proprie le istanze dei residenti delle case popolari. Afferma: «Esistono priorità nella qualità del vivere quotidiano. Il disagio dei cittadini va capito. Bisogna fare qualcosa di concreto. Non possono essere ignorati ulteriormente certi diritti della persona. E’ in gioco anche la salute e ne va della stessa sicurezza».
Il biglietto da visita delle case sono: muri in parte fatiscenti, infiltrazioni d’acqua, umidità diffusa, calcinacci che cadono, crepe, muffa sulle pareti, assenza di uno spazio verde di cui i giovani possono usufruire per i momenti di svago. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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