Il Tirreno

Pisa

Medjugorje, il vescovo contro Brosio

di Mario Lancisi
 Medjugorje, il vescovo contro Brosio

Il giornalista racconta in un libro il no di mons. Benotto alla venerazione della Madonna dei Balcani nella diocesi pisana

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PISA. «Basta testimonianze in chiesa su Medjugorje, tue o di altre persone. Solo preghiera, messa e adorazione!». Questo è quanto il vescovo Giovanni Paolo Benotto avrebbe intimato a Paolo Brosio. E’ lo stesso giornalista e conduttore televisivo a rivelarlo nel suo ultimo libro Nella terra delle meraviglie. A Medjugorje la Madonna scende in campo, edito da Piemme. I protagonisti sono i personaggi noti del mondo del calcio, da Roberto Mancini a Gigi Buffon. Tutti devoti della Madonna di Medjugorje.

Ma uno spazio è dedicato anche ai miracoli, ai raduni di preghiera e ai canti organizzati in Versilia, da Stazzema a Forte dei Marmi, dove Brosio ha un ruolo importante. «Ogni 25 del mese, giorno in cui la Madonna di Medjugorje lascia il messaggio per la salvezza dell’umanità, ci riuniamo nelle parrocchie del Forte per cantare, pregare, e testimoniare la grandezza di Dio», racconta Brosio. Che esulta per aver fondato un gruppo musicale che avrebbe imparato alla perfezione «le note e gli spartiti dell’adorazione e del rosario cantato con lo stile mariano di Medjugorje, impostato e delineato dal grande fra Slavko Barbaric, uno dei pilastri della spiritualità cattolica nei Balcani», aggiunge l’ex collaboratore di Emilio Fede.

Un fervente Brosio decide, alla fine di maggio scorso, di informare mons. Benotto, che è anche il suo vescovo (la diocesi pisana si estende a parte della Versilia, sulle attività dei gruppi legati a Medjugorje. Racconta che era molto felice di comunicare tutte le iniziative messe in piedi in Versilia.Dentro di sè immaginava, così racconta, che mons. Benotto sarebbe stato felice, e forse anche orgoglioso per avere nel suo gregge pecorelle così spiritualmente attive.

Ma si sbagliava Brosio, o faceva finta di sbagliarsi, perché è noto, come spiega don Antonio Cecconi nel suo articolo a lato, che la Chiesa non ha finora riconosciuto la madonna di Medjugorje. Una commissione, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, è al lavoro.

Non a caso mons. Benotto intima sì a Brosio e ai suoi amici di non svolgere in chiesa testimonianze su Medjugorje, cioè su una Madonna non riconosciuta, ma aggiunge (stando sempre al racconto del conduttore televisivo): «Per ora è così, poi, in futuro, vedremo».

Brosio insiste, ma scusi, monsignore...Ma Benotto è inflessibile: «Nelle miei chiese decido io». Il conduttore ci rimane male, «con il cellulare fumante in mano», e «lì per lì stavo per esplodere». E’ tentato da richiamare il vescovo e magari di dirgliele un po’ senza tante perifrasi.

Ma desiste dal proposito. Decide di obbedire al suo vescovo «perché ho capito che l’obbedienza è una virtù che fa parte della forza della Chiesa e nella Chiesa noi dobbiamo proseguire il cammino di conversione, altrimenti diveniamo schegge impazzite», scrive Brosio. Ma non è facile, confessa. «Ogni sera esco con Simona e, recitando il rosarioe la novena di madre Speranza, chiediamo al Cielo l’aiuto di cui abbiamo bisogno», conclude Brosio. Aspettando che mons. Benotto ci ripensi...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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