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IL SENSAZIONALISMO È ESTRANEO AL MESSAGGIO DEL VANGELO
di don Antonio Cecconi (*) Le presunte apparizioni di Medjugorje, qualora la Chiesa le dichiarasse autentiche, apparterrebbero al genere delle “rivelazioni private”, che cioè lasciano liberi i fedeli...
di don Antonio Cecconi (*)
Le presunte apparizioni di Medjugorje, qualora la Chiesa le dichiarasse autentiche, apparterrebbero al genere delle “rivelazioni private”, che cioè lasciano liberi i fedeli di crederci o no. Una cosa sola il credente non può non credere: la risurrezione di Gesù. “Senza Cristo risorto, la nostra fede è vuota”, afferma San Paolo. Maria, la madre di Gesù, è la prima credente, la prima salvata, talmente partecipe della vittoria di suo Figlio sul peccato e sulla morte da esser concepita senza peccato originale. Questo è il dato costitutivo della devozione mariana.
L'atteggiamento della Chiesa verso eventi prodigiosi e/o messaggi di Maria a singoli credenti è sempre stata molto cauto. Così fu per Lourdes e per Fatima, divenuti nel tempo riferimenti importanti per molti cattolici. Ma dopo le apparizioni di Maria sia a Bernadette che ai tre pastorelli, trascorsero lunghi anni di silenzio dei veggenti e di indagine delle autorità ecclesiastiche prima del riconoscimento. Adesso si occupa di Medjugorje una commissione teologica nominata dal Papa e presieduta dal Card. Ruini. Nel frattempo non sono stati revocati i pronunciamenti negativi del vescovo di Mostar, competente per territorio, e della locale conferenza episcopale. Né la sospensione emanata direttamente dal Vaticano di un frate francescano che supportava i presunti veggenti. Volendo poi allargare il discorso, sarebbe interessante indagare sui rapporti tra la comunità di Medjugorje e le fazioni in lotta ai tempi del conflitto che dilaniò l'ex Yugoslavia, e se fu solo per intercessione della Madonna che il santuario e tutta la zona furono risparmiati dal conflitto.
Anche alcuni miei parrocchiani si recano a Medjugorje e ne traggono utilità spirituale. Ciò mi rallegra, ma mi chiedo che cosa ci sia là di diverso rispetto a quanto si dovrebbe trovare in ogni parrocchia: l’annuncio del Vangelo, la preghiera comunitaria, l’Eucaristia, l’amore fraterno trai credenti e verso i poveri. La Bibbia ci insegna a maneggiare “con timore e tremore” tutto ciò che può essere un segno che proviene dall'alto, e Gesù sgrida i discepoli quando pensano di facilitare la missione servendosi di “effetti speciali”. Andare a cercare “qualcosa di più” aiuta la fede, oppure la espone al rischio di un sensazionalismo estraneo al nucleo centrale del Vangelo?
(*)Ex vicario della diocesi e attualmente parroco di Calci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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