Finanza
Idee per Pisa e il dibattito sul sociale
PISA. Il sindaco chiede a Idee per Pisa di utilizzare il loro sito (www.ideeperpisa.it), per aprire un confronto con tutti gli operatori del sociale e i cittadini per nuove idee di intervento sociale...
PISA. Il sindaco chiede a Idee per Pisa di utilizzare il loro sito (www.ideeperpisa.it), per aprire un confronto con tutti gli operatori del sociale e i cittadini per nuove idee di intervento sociale sul territorio. Lo ha detto Filippeschi a conclusione del suo intervento davanti a una nutrita platea accorsa per assistere nei giorni scorsi al Dopolavoro ferroviario al convegno "Un patto di comunità per le politiche sociali" organizzato dall'associazione Idee per Pisa. «Se l'esperienza della Società della Salute in altre parti della Toscana ha funzionato solo in parte - ha detto il sindaco - Pisa e la sua zona invece non possono che rivendicare la bontà della propria esperienza e affermare con forza alla Regione la volontà di continuare ad avere un sistema socio-assistenziale integrato e unitario. In un periodo in cui le risorse economiche scarseggiano, il Comune ha continuato a investire sul sociale e intende continuare a farlo in un sistema che garantisca integrazione e partecipazione». Il direttore della Società della Salute Giuseppe Cecchi, ha sottolineato la necessità di un sistema socio-assistenziale integrato e unitario che ottimizzi le risorse economiche e del territorio, e che punti strategicamente sulla partecipazione del terzo settore e del privato-sociale in generale. Gli altri relatori hanno illustrato le loro attività. Emanuele Morelli, direttore Caritas, ha parlato del sostegno ai soggetti poveri, Alberto Grilli, presidente della cooperativa sociale Il Simbolo, è intervenuto sui soggetti marginali, Diana Gallo, presidente dell'associazione L'Alba, ha esposto le iniziative per i disabili psichici, Emiliano Manfredonia ha fatto riferimento alla valorizzazione degli spazi cittadini e Giorgio Federici, direttore di Apes, ha esposto le politiche sulla casa che coinvolgono in termini non assistenziali le strutture pubbliche e i soggetti con difficoltà abitative.
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