Il Tirreno

Pisa

Filippeschi lancia la sua sfida e punta su innovazione e turismo

di Gianluca Campanella
Filippeschi lancia la sua sfida e punta su innovazione e turismo

Ufficializzata la ricandidatura alla convenzione del centrosinistra. Rivendica il profilo sociale del suo governo per un ultimo appello a Sel. «Porterò Pisa ai vertici per la crescita sostenibile»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il nostro governo della città si è caratterizzato per un indiscutibile profilo sociale». Così il sindaco Marco Filippeschi ha chiuso la “convenzione cittadina” ieri sera all’hotel Duomo. Il riferimento all’impegno sociale diventa l’aggancio per auspicare «coalizioni più vaste». Tre ore di interventi durante le quali i partiti della maggioranza (Pd, Idv, Psi e lista civica) hanno ufficializzato l’intenzione di ricandidare il sindaco uscente, associazioni e forze produttive della città hanno fornito spunti per la costruzione del programma e Filippeschi ha dato al “discorso d’accettazione” una doppia connotazione: «Non andremo in giro solo a ricordare il tanto di buono che abbiamo fatto, ma anche a parlare del futuro e prendere impegni. Pisa deve diventare stabilmente una delle prime dieci città italiane per crescita innovativa e sostenibile e una delle prime cinque nei rapporti economici e turistici con le aree più sviluppate del mondo». Il Comune approverà anche quest’anno il bilancio entro Natale e «con la stessa addizionale Irpef con cui eravamo partiti nel 2008: lo 0,2% senza togliere servizi, come gli asili dove, anzi, le liste d’attesa sono azzerate». E se sono in pochi a poter vantare questo risultato, «Bolzano, dove i soldi piovono», qui a Pisa ci sono 160mila utenti e solo 90mila contribuenti: un’occasione per rilanciare il Comune unico in cui confluiscano anche i vicini: sarà inserito nel programma di mandato. Ma ieri la “questione servizi” serviva a un altro passaggio: con queste attenzioni «non dovrebbe essere difficile allargare il consenso». Invece ci troviamo di fronte a una formazione, Sel, che in città non ha mandato «segnali incoraggianti bocciando la variante urbanistica», ma che ha un presidente nazionale, Vendola, «coraggioso a partecipare alle primarie, perché porta il suo partito in una prospettiva distinta da chi non si pone il problema del governo» e dice sempre no. «Cercherò di capire se ci sono ancora spazi per arricchire l’alleanza». Altro punto. Secondo Filippeschi un esempio di sviluppo sostenibile è l’aeroporto: «Sembra un mantra che ogni anno faccia di più, ma non è detto che sia un successo riproducibile». I risultati si raggiungono con la bravura dei suoi dirigenti e con «gli strumenti che abbiamo dato per investire, tra cui il people mover: 170 milioni di euro che si ripagano da soli, a parte i 28 che abbiamo conquistato dall’Unione europea». Tutto ciò potrebbe non bastare, «se abbiamo un governo con ministri troppo amici di Alitalia che potrebbero snobbare gli scali dove le low cost portano sviluppo». Chiaro riferimento a Passera e al conflitto d’interesse (è tra i pionieri della cordata che ha salvato la compagnia di bandiera). Infine una frecciata alla «moda del rinnovamento astratto rispetto alla capacità», la rottamazione: ci vogliono anche «passione e esperienza. Se uno fa il sindaco deve saper interloquire con il direttore della Normale, con le imprese e con tutte le parti che compongono questa città che amiamo». Filippeschi lancia la sfida implicita: io ne sono stato capace; i miei avversari?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa