Il Tirreno

Pisa

Tredici corse in bus soltanto un controllo così si viaggia gratis

di Enza Chiappone
Tredici corse in bus soltanto un controllo così si viaggia gratis

Una giornata in pullman: quasi nessuno mostra il biglietto al conducente e le verifiche sono pressoché inesistenti

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PISA. La segnalazione è arrivata sulla pagina Facebook del “Tirreno” di Pisa. Un lettore ci ha raccontato che da tempo prende l’autobus senza che nessuno gli chieda il biglietto. Abbiamo così deciso di passare una giornata sui pullman delle principali linee urbane di Pisa per capire se vengono rispettate le normative in materia di biglietti. Ebbene, la risposta - almeno per quanto abbiamo potuto verificare - è no.

Da alcuni mesi per le corse urbane ed interurbane è stato introdotto l’obbligo di mostrare il titolo di viaggio al conducente. In questo modo la Compagnia Pisana Trasporti (Cpt) ha tentato di rimediare ai pesanti tagli finanziari che avevano portato anche all’esubero del personale. La scelta di trasferire al conducente le funzioni di vigilanza doveva permettere di “risparmiare” sulla figura del controllore e, al tempo stesso, di recuperare quanto perso con i tagli attraverso la lotta all’evasione. Di conseguenza, è sempre più raro trovare sull’autobus un vigilante che chieda ai passeggeri di mostrare il biglietto timbrato dalla macchinetta a bordo.

Ma il nuovo regolamento di viaggio serve davvero a responsabilizzare chi usufruisce del servizio di trasporto e a mettere un freno alle corse gratuite? Per verificare quanta gente viaggi con un titolo regolare e se il personale di bordo adempia le proprie funzioni abbiamo comprato un carnet da dieci corse e passato buona parte delle ore lavorative sui mezzi urbani di Pisa.

Risultato? Ben tredici corse su otto linee diverse e nessun conducente che abbia mai chiesto di vedere il biglietto. Con un’unica eccezione: sulla Lam verde da Pratale è salita una dipendente Cpt per farsi dare un passaggio fino alla stazione e ha chiesto il biglietto ad ogni fermata. Due le possibilità per chi ne era sprovvisto: farlo a bordo oppure scendere. Ma i furbetti non temono nulla, neppure le multe: così una ragazza compra il titolo di viaggio a bordo su invito della donna, ma non lo convalida. L’impiegata della Cpt se ne accorge e le strappa su un lato il biglietto in modo che non possa più usarlo. Poi invita a scendere un ragazzo senegalese che non ce l’ha e non vuole comprarlo a bordo.

Per il resto tra i passeggeri degli autobus urbani sembra regnare l’anarchia. In tanti mostrano il biglietto al conducente, ma non tutti. I più corretti sono gli adulti e gli anziani, quasi sempre provvisti di abbonamento. La maggior parte dei giovani, invece, fa finta di nulla. Magari molti di loro hanno anche il biglietto. «Ma perché tirarlo fuori se il conducente non si mostra interessato?», osserva Matilde, studentessa universitaria. «Salendo, provo a mostrare il mio abbonamento annuale all’autista – ha scritto su Facebook Simone Dragoni – che nella maggioranza dei casi si gira dall’altra parte con un’espressione infastidita. Altre volte qualcuno si lancia in un distratto segno d’assenso».

Se ad ogni fermata salgono in media cinque/sei passeggeri e solo uno di loro mostra il biglietto e, sempre in media, solo uno lo oblitera, qualche dubbio riguardo l’efficienza del nuovo metodo nel controllare che tutti viaggino con un titolo valido rimane. In compenso, gli evasori ringraziano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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