Il Tirreno

Pisa

Amanti di Acque, finiti amore e soldi

Amanti di Acque, finiti amore e soldi

Appello della difesa dei due fuggiaschi, con società a Panama e Santo Domingo, contro la sentenza di primo grado

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MONTECATINI. Restano in fuga, ma non sono più una coppia. Spariti dai radar delle forze dell’ordine e della magistratura dall’estate 2007 e colpiti nel maggio scorso da una condanna a 7 anni e 10 mesi per la sottrazione di 1,8 milioni di euro dalle casse di Acque Spa, Emanuele Enrico Busetta, 49 anni, ultima residenza a Monsummano, e Laura De Liso, 45 anni, di Santa Margherita (Capannori), non stanno più insieme.

Condannati e soli. Le strade dei due latitanti si sono divise non solo negli affetti. Laura De Liso ha cambiato il proprio legale. Non è più l’avvocato Nicola Angioni di Cagliari, che ancora assiste Busetta e lo sente via skype o via e-mail. Il nuovo difensore dell’ex contabile del gestore idrico a Ospedaletto (Pisa) è l’avvocato Lodovica Giorgi di Lucca. La condizione di fuggiaschi e il recupero di gran parte dei soldi spariti può aver influito sul ripensamento di un rapporto che si è esaurito nel giro di qualche anno dal colpo a sorpresa condito dai classici ingredienti degli innamorati in fuga con la cassa ai Caraibi. La location resta quella, anche se l’amore, secondo i beneinformati, e pare anche il tesoretto sono arrivati al capolinea.

L’appello. Nei giorni scorsi è stato depositato l’appello dei du dinfesori contro la condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Pisa per peculato in concorso e falso materiale in scrittura privata. Nelle motivazioni della sentenza la corte giustifica l’entità della pena con «la capacità criminale particolarmente elevata della coppia e il modo scaltro con cui sono stati sottratti i soldi».

Precisa l’avvocato Angioni: «Colgo una contraddizione sul fatto che la De Liso viene ritenuta una privata cittadina per la falsità, mentre per l’appropriazione dei soldi diventa incaricata di pubblico servizio, in modo da far scattare il peculato».

Società a Panama e Santo Domingo. Che i due siano volati in Centro America dopo il colpo, secondo quanto sostenuto dai giudici pisani, è un fatto ormai acquisito. Il 4 dicembre 2007 avevano aperto una società mercantile a Panama, la Lucky Pearl Group Inc. Il presidente era Busetta, sedicente ingegnere, in realtà con la terza media e il pallino per l’elettronica, mentre nel doppio ruolo di segretario e tesoriere figurava la contabile De Liso. E un’altra società, la Lakeville Sa, risulta costituita a Santo Domingo e intestata alla coppia. Altri tempi. La donna, stando a quanto riferì al Tirreno l’avvocato Angioni, nel maggio 2009 seguì un corso di gelateria alla scuola Carpigiani di Bologna. Per cinque giorni, dal 10 al 15 maggio, sarebbe rimasta in hotel in occasione degli esami per ottenere il diploma. Per seguire le lezioni avrebbe fatto la spola con Lastra a Signa, dove il legale afferma che la sua cliente abbia vissuto per almeno otto mesi in affitto con un regolare contratto.

Latitanti single. La fuga in coppia è diventata una latitanza da single. Li unisce solo il processo d’appello e una condanna a 7 anni e 10 mesi.

Pietro Barghigiani

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