Sicurezza
Città a misura di disabili Ecco la nuova variante
PISA. L’obiettivo è una città a portata anche di persone diversamente abili, gente che quotidianamente e da anni, nonostante tutto, si trova imprigionata. architettoniche. È la città preventivata...
PISA. L’obiettivo è una città a portata anche di persone diversamente abili, gente che quotidianamente e da anni, nonostante tutto, si trova imprigionata. architettoniche.
È la città preventivata con una delibera recentemente approvata dal consiglio comunale e che presenta il peba, acronimo di piano di eliminazione delle barriere architettoniche. A presentarlo ieri mattina, a Palazzo Gambacorti, il sindaco, Marco Filippeschi, e gli assessori all’urbanistica e al sociale, Fabrizio Cerri e Maria Paola Ciccone, presente anche in qualità di presidente della Società della salute.
Con loro anche il dirigente dell’urbanistica Gabriele Berti e Marco Giuntini, della Sds appunto.
Di fatto per disabili motori, non vedenti e non udenti, ci sono già dei percorsi appositi, soprattutto in centro storico, nell’asse stazione - Duomo e dintorni di questa traiettoria nei quartieri; ma la novità è che da venerdì sul sito del Comune ci sono segnalati i punti accessibili ai portatori di handicap che devono accedere ad edifici privati ad uso pubblico, come ad esempio banche, farmacie, cinema o musei.
La delibera riguarda i progetti futuri nei quartieri storici della città, entro le mura. Si tratta di uno strumento che darà l’opportunità di partecipare ai bandi che stanno uscendo e che si spera possa essere adottata col nuovo anno.
Unica problematica il fatto che l’approvazione dell’adozione sarebbe stata in calendario per febbraio massimo, nella previsione del voto ad aprile; l’anticipazione delle elezioni a marzo potrebbe vedere prima della data possibile lo scioglimento del consiglio comunale col passaggio della palla al prossimo organismo, nella speranza che trattandosi di un processo previsto come automatico sia impossibile che possa invece cadere nel dimenticatoio.
Il peba ha visto alla sua stesura la partecipazione dell’ente sordomuti, dell’unione ciechi, dell’unione per la lotta alla distrofia muscolare, dell’associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro e dello sportello informativo sull’handicap.
Sono cinque così i percorsi individuati insieme ad una schedatura degli edifici, la mappa di accessibilità e la sintesi degli interventi necessari. «La variante urbanistica peba diventa parte integrante del regolamento urbanistico vigente - ha detto il sindaco - e prevede nuove norme per adeguare gli immobili alle esigenze dei disabili». In sintesi sarà più semplice di prima ottenere delle deroghe per lavori in edifici privati vincolati, che si trasformano in vere trappole figurate e sociali per chi è stato meno fortunato.
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