Sicurezza
Ricercatori pisani a caccia di meteoriti nell’Antartide
PISA. Tre ricercatori pisani andranno a caccia di meteoriti in Antartide per studiare le origini e l'evoluzione del sistema solare nell'ambito della ventottesima missione del programma nazionale di...
PISA. Tre ricercatori pisani andranno a caccia di meteoriti in Antartide per studiare le origini e l'evoluzione del sistema solare nell'ambito della ventottesima missione del programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra), finanziata dal ministero della Ricerca scientifica.
Guiderà il gruppo Luigi Folco, del dipartimento di Scienze della terra e coordinatore nazionale del progetto Meteoriti Antartiche, al nono viaggio in Antartide. Con lui anche Maurizio Gemelli, assegnista di ricerca, e Agnese Fazio, dottoranda, entrambi alla prima esperienza.
Durante la missione, spiega all'ateneo pisano, i ricercatori pubblicheranno un diario delle loro attività sulla pagina Facebook dell'università pisana e utilizzeranno come supporto logistico la base italiana del Pnra, gestita dall'Enea, che si trova sulla costa del Mare di Ross, nella Baia Terra Nova, e che è aperta dalla metà di ottobre.
«Da qui - spiegano in ateneo - i tre ricercatori si muoveranno per montare un campo remoto sul plateau polare a ridosso delle Montagne Transantartiche, dove si tratterranno per più di due settimane alla ricerca di meteoriti, con una temperatura media che oscillerà intorno ai -25 gradi e un vento di oltre 40 chilometri all'ora. Le meteoriti sono in massima parte frammenti di asteroidi, comete e pianeti, ovvero corpi celesti primitivi che permettono di approfondire lo studio sull'origine del sistema solare, avvenuta circa 4,5 miliardi di anni fa. Quasi tutti i 45mila esemplari di meteoriti presenti oggi nelle collezioni di musei e istituti di ricerca di tutto il mondo - dicono ancora all’università - provengono soprattutto dall'Antartide ma anche dai deserti del Sahara, dell'Oman, dell'Australia, degli Usa e del Cile».
L'Antartide - ricordano gli esperti - rappresenta il terreno ideale per la raccolta di meteoriti grazie all'evidente contrasto tra la crosta scura dei corpi celesti e il bianco del ghiaccio, alle condizioni ambientali che permettono la conservazione delle rocce e, soprattutto, ai meccanismi di concentrazione che trasportano in zone ristrette, chiamate trappole, le meteoriti cadute sui vasti bacini del plateau polare.
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