Il Tirreno

Pisa

Lancio fatale per un paracadutista

di Antonio Scuglia e Carlo Venturini
Lancio fatale per un paracadutista

Nino Arillotta, ex informatico all’Azienda ospedaliera universitaria, è morto in Nuova Zelanda dove si era trasferito

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PISA. La passione per il paracadutismo gli è stata fatale. Antonino Arillotta, informatico di 38 anni, è morto perché il suo paracadute non si è aperto durante un lancio vicino all’aeroporto di Wanaka in Nuova Zelanda. Antonino, Nino per i tanti amici e colleghi che lascia all’Azienda ospedaliera universitaria ed all’Estav-Nord Ovest, aveva migliaia di ore di lanci alle spalle. Era un paracadutista provetto, talmente bravo che era in Nuova Zelanda già dal mese di ottobre ed era stato assoldato da un’azienda specializzata in riprese video di lanci col paracadute. E proprio mentre riprendeva una coppia che si era gettata col paracadute, Arillotta si è schiantato due giorni fa al suolo intorno alle 16 ora locale. Il suo paracadute principale non ha funzionato e quello di emergenza non è riuscito a frenare la caduta. Questa è la dinamica come la raccontano i quotidiani della Nuova Zelanda ed alcuni blogger di paracadutismo.

Secondo alcune ipotesi, Arillotta sarebbe incappato in improvvise correnti causate dalla conformazione del “campo di volo” circondato da molte colline. Il paracadute principale è stato trovato a qualche centinaio di metri dal corpo del ragazzo, mentre quello secondario, di emergenza, era assai più vicino ad Arillotta.

Sulla dinamica dell’incidente forse può essere utile la testimonianza oculare di un uomo che ha visto però solo le ultime fasi del tragico volo. «Ho sentito come lo sbattere di ali sopra la mia testa e ho visto venire giù il paracadutista», ha detto il testimone ai cronisti locali che ha intuito che Arillotta fosse italiano dalla scritta “Ita” sull’imbracatura del paracadute.

Nino era originario di Reggio Calabria ma Pisa era diventata la sua città di adozione. Sportivo, con una grande passione per le immersioni sia con le bombole che in apnea, ma soprattutto per i lanci, era stato militare nei paracadutisti ed aveva all’attivo anche un paio di missioni in Bosnia. Aveva girato il mondo sempre alla ricerca di nuove emozioni che gravitassero attorno alla sua vera passione e cioè il volo. Ai suoi colleghi informatici raccontava infatti dei meravigliosi paesaggi e delle sensazioni uniche offerte da luoghi incontaminati dove era stato negli ultimi anni (Australia, California, Isole Fiji, Florida, Nuova Zelanda). Da tre anni aveva scelto infatti il lavoro part-time in Aoup proprio per poter dedicare l’altra metà dell’anno alla sua passione e farne il suo lavoro. Un mese fa la decisione definitiva di lasciare il lavoro per intraprendere la nuova vita che sognava.

La polizia e l’aeronautica civile della Nuova Zelanda hanno aperto un’inchiesta che cercherà di far luce su cosa non ha funzionato nell’attrezzatura di Arillotta: difficile pensare ad un suo errore date l’esperienza e la bravura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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