Il dolore
Il 19% dei posti letto in meno a Cisanello
La Cgil ha calcolato che la riduzione sarà di 248 su 1.315. E il dg annuncia: «Il trasferimento dal Santa Chiara andrà avanti»
PISA. Gli uffici della Cgil hanno eseguito un calcolo, in base alle direttive della direzione, di quanti saranno i posti letto che saranno tagliati dal 3 dicembre prossimo al 14 gennaio 2013. Il dato, non ufficiale, indica un taglio di 248 posti letto, quindi ben superiore ai circa 200 stimati in un primo tempo. Rispetto ai 1.315 posti letto attuali, il taglio è pari a circa il 19%.
I tagli sono abbastanza sensibili. E alcuni esempi fanno capire come il piano di rimodulazione (leggi risparmio) cambi l'attività all'interno dei reparti. Dovrà essere ridotta l'attività del 50% (dal 14 dicembre in questo caso) nelle due unità operative universitarie 1 e 2 di ortopedia e traumatologia. I letti effettivi nella 1 sono 27 che diventano 13, mentre nella 2 da 24 passano a 12; nelle due unità operative di urologia i 12 posti letto in "week hospital" vengono chiusi; l'unità operativa di endocrinochirurgia con 50 posti letto effettivi riduce l'attività del 40%; le unità operative di endocrinologia 1, endocrinologia 2 e malattie metaboliche e diabetologia che hanno complessivamente 50 posti letto, dovranno essere accorpate e - in base al calcolo della Cgil - resteranno 20 posti letto ordinari.
Gli esempi sarebbero tanti. Una situazione che la direzione aziendale si è trovata ad affrontare a causa dei drastici tagli arrivati dal governo, prima dal ministro Tremonti e poi dalla Spending Review. La preoccupazione dei sindacati è che questi tagli possano non essere soltanto una manovra di riduzione dei posti letto in concomitanza con il calo di ricoveri nell'arco del periodo natalizio, ma che possano essere riproposti a febbraio quando comincerà la trattativa fra azienda e sindacati sul piano di riorganizzazione aziendale.
Ricordiamo che il master plan del nuovo ospedale di Cisanello era stato ideato e realizzato sulla base di un finanziamento adeguato a quello che era la nascita di un ospedale moderno con il trasferimento dei reparti dal Santa Chiara. E sotto la luce dei massacranti tagli finanziari, il piano rischia di essere superato? «Assolutamente no» risponde Carlo Tomassini, direttore generale dell’Aoup che aggiunge: «c’è stata una revisione con un piano attualissimo rivisto l’ultimo anno che andrà in gara fra un paio di mesi».
Proprio ieri abbiamo pubblicato la notizia che il prossimo 27 novembre, in consiglio comunale, arriverà il piano di recupero del Santa Chiara. Ed entro due-tre mesi saranno emessi i bandi sia dell'Aoup che dell'Università di Pisa proprietari degli edifici all'interno del Santa Chiara. Per completare lo spostamento del Santa Chiara a Cisanello servono 300 milioni di cui 245 dovranno essere pagati dall'Aoup e 55 dall'ateneo. Il risultato positivo di quest'operazione si basa sulla vendita degli immobili del Santa Chiara che dovrebbe finanziare almeno la metà dei 300 milioni necessari.
Ma di questi tempi, con la grave crisi economica e, soprattutto, del settore dell'edilizia, l'operazione conserva dei punti interrogativi. Oltretutto, lo scenario non è più quello di qualche anno fa. I fondi statali sono crollati sotto i colpi delle varie finanziarie e della Spending Review di agosto costringendo la Regione Toscana a rivedere il piano sanitario che prevede un abbattimento di circa duemila posti letto in tutta la regione.
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