Italia
Ospedale, circa 200 posti letto in meno
Il documento dell’Azienda sulla rimodulazione prevede accorpamenti tra reparti, riduzioni del 50 per cento e chiusure
PISA. Con una lettera del 9 novembre, Fabrizio Gemmi, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup) comunica ai vertici aziendali e ai sindacati la «rimodulazione dell’attività assistenziale per il periodo natalizio» in cui il principio ispiratore è «quello di lasciare invariate le attività d’urgenza e quelle di settori nevralgici quali le terapie intensive, la traumatologia, il Centro ustioni e altri e di ridurre le attività omogenee e programmate accorpando le strutture operative “omologhe”». Quindi, allega un modulo che dovrà essere «debitamente compilato della riduzione dei posti letto per singola struttura necessaria alla rimodulazione».
Chi vorrà vedere cosa prevede la rimodulazione può leggere il documento sul nostro sito, documento che abbiamo commentato con Marco Frediani, componente Rsu della Cgil. Nel piano di rimodulazione, il totale dei posti letto effettivi è di 777. Ma fra accorpamenti, attività che vengono ridotte del 50% e chiusure i posti letto saranno inferiori a quelli attuali. Quanti posti letto, domandiamo al sindacalista, saranno persi? «Saranno circa 200 i posti letto rispetto al totale complessivo di 1.315, considerando anche i reparti che non rientrano nella rimodulazione. La vera riorganizzazione dovrà essere riaffrontata a febbraio sulla base di indicazioni regionali».
In base prima alla manovra dell’ex ministro Tremonti e poi della Spending Review del governo Monti, lo Stato taglierà alla sanità della Regione Toscana 400 milioni di euro nel 2012, 600 milioni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014. In Toscana, fino ad ora sono arrivati annualmente dallo Stato alla sanità 6 miliardi e 600 milioni. I tagli dello Stato agiscono su questa base precedente. «Se si tagliano posti letto così come si agisce su beni e servizi - afferma Marco Frediani - è perché i finanziamenti andranno nel tempo a scalare e la nostra preoccupazione è che non si tratti soltanto di una parentesi che si apre e si chiude. L’Azienda giustifica la rimodulazione con la concomitanza del periodo natalizio e la fisiologica riduzione dei posti letto, ma a Natale non siamo quasi mai scesi sotto i mille. Quella del periodo natalizio temo che sia una scusa mascherata anche perché il periodo preso in considerazione non è breve, ma parte dal 3 dicembre per finire al 14 gennaio del 2013. E non sappiamo cosa potrà accadere dopo il 14, se rimarrà un taglio permanente come prevede la delibera n. 754 della Regione Toscana del 10 agosto scorso che applica la Spending Review. Il 21 novembre avremo un incontro con la direzione dell’Aoup e chiederemo all’azienda che ci comuni qual è il suo piano visto che lo abbiamo chiesto da circa un mese senza ricevere risposta».
Come cambierà l’assistenza in base alla rimodulazione ancora è prematuro saperlo perché, in base alla comunicazione del direttore sanitario, dovranno essere primari e direttori a trovare un accordo fra loro. In alcuni casi ci sono indicazioni precise come la chiusura di alcuni “week hospital”, il numero preciso di tagli di posti letto, la riduzione in percentuale dell’attività, alcuni - invece - restano invariati. Ma in altri casi si indica una generica riduzione di attività e, in questo caso, i primari dovranno raggiungere un accordo fra loro.
Ma quali potrebbero essere gli effetti di una simile riforma sui degenti e le persone da assistere? «Per esempio - spiega il sindacalista Marco Frediani - clinica oculistica in questo periodo chiuderà. Un paziente che viene operato d’urgenza al pronto soccorso sarà poi appoggiato in un reparto che non sarà quello di oculistica. E poi, ci saranno reparti la cui attività si ridurrà con disagi sui degenti. Disagi li avrà anche il personale che sarà spostato dal suo reparto ad altri e le prime disposizioni sono già partite come in chirurgia toracica.E ci sarà personale che dovrà andare forzatamente in ferie senza averle richieste».
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