Sicurezza
Il professor Donato: vogliono candidarmi ma io non ho deciso
Fondazione Pisa verso il voto per la presidenza in un clima di grande incertezza, in corsa anche l'avvocato Pugelli
PISA. Ritiratosi Pierfrancesco Pacini dalla singolar tenzone - il presidente di Camera di Commercio, Unione Industriale e Opera della Primaziale avrebbe capito che la vittoria non sarebbe stata assicurata – la Fondazione Pisa (una delle 88 d’origine bancaria nate in Italia negli anni Novanta in seguito alla riforma del sistema creditizio) si avvicina al voto per il rinnovo del vertice in una situazione di grande incertezza.
L’avvocato Claudio Pugelli, membro del cda dell’ente, è l’uomo sponsorizzato dal presidente uscente, Cosimo Bracci Torsi, e potrebbe essere il candidato unico, a meno che il professor Luigi Donato, classe 1929, cardiologo di fama internazionale, il cui nome è spuntato fuori dopo il ritiro di Pacini, non rompa gli indugi e scenda in lizza per la presidenza. Il punto è proprio questo: il professore, la cui storia si lega a quella dell’Università e del Cnr, non ha ancora deciso. Almeno è quanto dice ufficialmente. E questo aumenta i punti interrogativi in vista del voto della deputazione previsto lunedì.
Ieri Donato ha spiegato al “Tirreno” la sua posizione: «Io non ho presentato alcuna candidatura, ma alcune persone hanno preso l’iniziativa».
Professore, cosa farà di fronte alle sollecitazioni sul suo nome? «Per ora nessuna decisione, tanto più che sto attraversando un momento molto impegnativo».
Si ha comunque l’impressione che dietro dichiarazioni caute e di circostanza si nascondano grandi manovre che raggiungeranno il culmine da oggi a lunedì.
Mettere fuori gioco Pugelli, che è il candidato di Bracci Torsi, non sarà facile, forse impossibile, considerati consensi e alleanze che l’attuale presidente è riuscito a costruire nel tempo. Una vittoria di Pugelli sarebbe (nella logica di chi lo sostiene) una garanzia per il futuro, ovvero nessun cambio di strategia. Tanto più che sul ruolo che la Fondazione Pisa potrebbe avere in città e provincia, nell’improbabile caso in cui Bracci Torsi e i suoi alleati perdessero la partita, girano da tempo parecchie voci, alcune delle quali hanno un po’ il sapore della leggenda metropolitana. Come quella secondo cui la Fondazione d’origine bancaria potrebbe tornare a essere un player importante nell’azionariato di qualche istituto di credito locale.
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