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parla il direttore

Certosa, il maltempo non fa altri danni oltre a quelli esistenti

di Pierluigi Ara
Certosa, il maltempo non fa altri danni oltre a quelli esistenti

CALCI. Le ultime piogge non hanno aggravato il quadro generale della Certosa, il complesso monumentale più visitato ogni anno dai turisti in provincia di Pisa, dopo la Torre Pendente. Il direttore...

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CALCI. Le ultime piogge non hanno aggravato il quadro generale della Certosa, il complesso monumentale più visitato ogni anno dai turisti in provincia di Pisa, dopo la Torre Pendente.

Il direttore Severina Russo, dopo un accurato sopralluogo, è in grado di fornire rassicurazioni, non nascondendo certo la criticità generale. «La situazione resta drammatica – dice e ripete – da tempo non viene effettuata la necessaria manutenzione. Nessun intervento importante perché mancano i finanziamenti ministeriali. Da parte del governo si continua nella politica dei tagli anche in proiezione futura. Qui obiettivamente non c’è nulla da ridurre perché non è arrivato niente, e ce ne sarebbe necessità. Va già bene – aggiunge il direttore – che i recenti acquazzoni non hanno creato ulteriori infiltrazioni nelle strutture a maggiore rischio. Mi riferisco ai soffitti e alle pareti affrescate, alla foresteria nobile, alla chiesa, alle cappelle, ai corridoi: il tutto messo a dura prova per l’assenza di revisioni alle coperture e alle gronde. Un ristagno di acqua nei chiostri non ha adesso determinato problemi contingenti».

Le ferite sono comunque evidenti con la muffa che ha invaso alcuni ambienti, la pavimentazione che è saltata in parte in conseguenza anche delle radici di grossi alberi e, contro il rischio di crolli, sono puntellate alcune parti della storica farmacia con l’annesso laboratorio. Annota il direttore come la tutela e la valorizzazione della Certosa siano compiti primari dello Stato e per esso del Ministero dei beni e delle attività culturali. Nell’occasione viene lanciato l’ennesimo sos per l’ex monastero fondato nel 1366, passato di proprietà allo Stato e dichiarato monumento nazionale subito dopo l’Unità d’Italia. I visitatori non mancano di mostrare meraviglia e grande apprezzamento per la magnificenza del complesso, trasformato tra il Seicento ed il Settecento, in una magnifica residenza barocca ricca di marmi sontuosi, arredi preziosi, stucchi delicati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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