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«Bisogna colpire prima di tutto i patrimoni»

PISA. «Il nuovo codice antimafia - ha detto ieri il professor Gargani - adottato nel 2011, facilita l’opera avendo raccolto insieme numerose normative, ma manca ancora molto all’appello e il testo è...

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PISA. «Il nuovo codice antimafia - ha detto ieri il professor Gargani - adottato nel 2011, facilita l’opera avendo raccolto insieme numerose normative, ma manca ancora molto all’appello e il testo è suscettibile di nuove integrazioni. La procura distrettuale in Toscana per qualcuno non è giustificabile, soprattutto in rapporto ai provvedimenti presi, ma non è così: la Versilia ad esempio è nel mirino delle mafie russa e cinese e il cittadino ha bisogno di vedere che c’è la legalità, gli imprenditori il diritto di investire senza timore di condizionamenti o concorrenza sleale». Su 52 misure di prevenzione prese nel 2012 ne sono state accolte solo 8. «Certo - ha detto Quattrocchi - nessuno me ne voglia, in Toscana il giudice ha meno dimestichezza con la materia, ma la presenza di uno strumento adatto funziona comunque da deterrente». «In effetti - ha aggiunto Gargani - in questi casi si richiedono competenze specialistiche che distinguono un giudice ordinario da quello della prevenzione». «Le misure di prevenzione - ha detto Laganà, con una grande esperienza in fatto di ’ndrangheta e sottoscorta dal ’94 - si traggono da una serie di attività collegate fra loro, ci vuole una valutazione complessiva, non una raccolta di elementi parcellizzati. Questo territorio è a rischio e l’appello del prefetto a vigilare è giusto. Il carcere - ha concluso il presidente del tribunale, che ha parlato soprattutto dello strumento della confisca - è messo in preventivo dalla mafia, per cui l’arma più importante resta la misura che colpisce il patrimonio». «Bisogna colpire il patrimonio - ribadisce Gargani - proprio perché la criminalità si associa sempre più alle persone giuridiche».(c.v.)

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