Il Tirreno

Pisa

SARÀ DIFFICILE FARE A MENO DI TE E DELLA TUA SENSIBILE UMANITÀ

di LUCA SALUTINI (*)

di LUCA SALUTINI (*) Ciao Marco, mi riesce difficile pensare che non ti troverò più nella tua stanza ordinata, come sempre quando venivo da te per chiederti lumi su questioni civilistiche nelle quali...

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di LUCA SALUTINI (*)

Ciao Marco,

mi riesce difficile pensare che non ti troverò più nella tua stanza ordinata, come sempre quando venivo da te per chiederti lumi su questioni civilistiche nelle quali eccellevi, pur dopo che ti eri trasferito da noi al tribunale penale.

E mi è anche difficile prepararmi all'idea che dovremo fare a meno di te, dei tuoi contributi sempre pacati e ispirati al buon senso, sui quali contavamo quando in camera di consiglio dovevamo risolvere insieme qualche questione giuridica intricata.

Ti rivedo ancora arrivare in ufficio, la mattina, coi tuoi capelli grigi, con la tua aria bonaria, con un saluto cortese pronto per tutti, e affrontare con un misto di senso del dovere e rassegnazione la tua giornata di lavoro.

Gli estranei, quelli che non ti conoscevano, vedevano in te solo un giudice autorevole, stimato, sereno.

Solo noi, noi che condividevamo con te il peso delle decisioni, sapevamo con quanta sofferenza, con quanta angoscia talvolta, con quanta paura di commettere un errore o infliggere un torto ti sedevi su quel banco e scrivevi le tue sentenze.

Giudicare il proprio prossimo non è mai facile.

Diventava difficile, quasi doloroso per te, per la tua umanità sensibile, per il tuo senso rigoroso della giustizia, per la tua percezione costante della fallibilità umana.

E' per questo che aspettavi con ansia la pensione, per sottrarti all'angoscia di errare, per trovare finalmente la quiete.

Non ci sei riuscito. Ci hai lasciato tra un'udienza e l'altra, tra le sentenze che avevi pronunciato appena ieri e quelle che preparavi per l'udienza di venerdì.

Ti ho visto poche ore fa sul tuo letto di morte. Eri sereno, pareva che dormissi. Ho pregato perché la serenità che traspariva dai tuoi tratti fosse la stessa che tu provi ora nel regno dei giusti.

Ciao Marco. Mai come stavolta sento di dire ad un amico che scompare: riposa in pace.

(*) presidente del secondo collegio del tribunale

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