Attenzione
Morto il giudice Dell’Omo Commozione in Tribunale
Il magistrato si è sentito male improvvisamente nel giardino della sua casa e si è accasciato stroncato da un ictus. Domani l’addio nella chiesa di S. Francesco
PISA. Se n’è andato in punta di piedi, come è vissuto. Un uomo cortese, riservato, umile ed equilibrato, conscio dell’impegno gravoso che si era scelto nel difficile mestiere di magistrato. Così viene ricordato da tutti Marco Dell’Omo, giudice del nostro tribunale da trent’anni. È morto ieri mattina, mentre si trovava a casa sua, probabilmente stroncato da un ictus. Si è sentito male all’improvviso in giardino ed un operaio che lavorava in una casa vicina lo ha visto accasciarsi al suolo ed ha dato l’allarme: ha chiamato una vicina di casa, un medico, ma non c’è stato niente da fare. Anche i tentativi messi in atto con l’intervento del 118 sono stati purtroppo vani. Il giudice, che aveva da poco compiuto sessant’anni, lascia la moglie Anna, dipendente dell’intendenza di finanza, ed un figlio che è ortopedico.
«Una perdita irreparabile - commenta il presidente del tribunale, Salvatore Laganà -. C’è un grande dolore in tutti noi e parlo a nome di tutti i colleghi. Scompare con Dell’Omo un magistrato validissimo e soprattutto un uomo dotato di grande umanità ed equilibrio, e ancora di grande umiltà. Quella con cui si poneva davanti ai casi che giudicava. Non dimenticava mai di avere davanti uomini che magari potevano sbagliare, ma che dovevano in ogni caso essere compresi».
«Siamo molto addolorati - dice il giudice Donato D’Auria - una notizia che ci ha lasciato senza parole». Profonda commozione anche in procura. «Siamo tutti molto colpiti»: ha conmmentato il sostituto procuratore Antonio Di Bugno. La notizia ieri ha fatto il giro di palazzo di giustizia e della procura in un baleno, suscitando un grande dolore in tutti, impiegati, avvocati, colleghi del magistrato improvvisamente scomparso. Dell’Omo era quella che suol dirsi una persona speciale, senza piaggeria e banalità di rito. Un uomo sereno e giusto, ma pure, come sottolinea in questa stessa pagina il suo collega Luca Salutini, così proficuamente modesto da essere tormentato dal tarlo di non essere abbastanza equilibrato e dalla possibilità, umanissima, di sbagliare. Lascia la moglie ed il figlio, ma anche il fratello, Massimo, noto giornalista di testate nazionali, che ha fatto parte anche del nostro gruppo editoriale scrivendo per Repubblica. L’addio al magistrato avverrà domani pomeriggio nella chiesa di San Francesco, dove la salma verrà portata alle 14 per i saluti di quanti lo conoscevano; alle 15 seguiranno i funerali. La camera ardente è da ieri nella casa del giudice Dell’Omo, in via Studiati 12.
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