Proteste
Roberta, i sub si calano in quattro pozzi
Terza battuta dei carabinieri dopo la pausa estiva alla ricerca del cadavere della mamma di Gello
SAN GIULIANO TERME. Oggi si torna a cercare a San Giuliano e a Gello, vicino alla casa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice scomparsa nel nulla esattamente dieci mesi fa, il 13 gennaio. Si cerca in quattro pozzi che erano stati localizzati, ma che in cui era necessario l’intervento di appositi reparti di sommozzatori per scandagliare il fondo. Ormai è chiaro: si cercano eventuali resti di questa povera mamma che a casa ha lasciato due ragazzini, Daniele, 16 anni, e Alessia, 11. Ad aiutare il lavoro dei carabinieri di Pisa ci sarà il reparto degli specialisti sub dell’Arma di La Spezia. Si scandaglierà nel terreno, ma si setacceranno anche alcune zone boschive dei dintorni.
Si tratta della terza battuta di ricerche organizzata dai carabinieri - a dirigere le operazioni è il comandante del reparto operativo, il colonnello Gianni Fedeli - dopo la pausa estiva. Partecipano anche gli uomini del nucleo investigativo, sotto la direzione del capitano Michele Cataneo.
Della donna - titolare di un’autoscuola di famiglia, la Futura, che si trova accanto alla sua abitazione, a Gello - non ci sono tracce da una fredda notte di gennaio, la stessa in cui naufragò la Concordia. Scartate altre ipotesi, dall’allontanamento volontario al suicidio, gli investigatori, da mesi, hanno ormai abbracciato una sola chance, quella purtroppo di un omicidio. Sotto accusa da fine febbraio, quando a casa arrivarono i Ris, il marito di Roberta, Antonio Logli, 48 anni, che da circa dieci intratteneva una relazione clandestina con l’ex baby-sitter di famiglia, poi segretaria dell’autoscuola. Sara Calzolaio, di vent’anni più giovane di lui.
Era stato lui stesso, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, a presentarla alla moglie dopo che la ragazza era arrivata in autoscuola diciottenne a prendere la patente. L’uomo è colpito da un avviso di garanzia per omicidio volontario, reato in cui è inglobata anche la eventuale soppressione di cadavere, ma è stato finora ascoltato solo come testimone e persona informata sui fatti, ma mai come indagato. Gli inquirenti - i carabinieri agiscono sotto le direttive dal pm Aldo Mantovani - tengono per il momento ben strette in mano le loro carte.
Contro di lui, che oggi vive la storia d’amore con sara sotto gli occhi del mondo - ufficialmente - inutili bugie, sospetti, una valanga di indizi, comportamenti strani.
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