Il Tirreno

Pisa

Industria, niente ripresa a breve

di Luca Daddi
Industria, niente ripresa a breve

Nel terzo trimestre produzione -4%, fatturato -3,2% e ordinativi -4,1%

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PISA. Vive tempi duri l’industria pisana. Ed è difficile prevedere una ripresa a breve.

Lo dicono i numeri dell’indagine congiunturale, condotta dall’Unione Industriale e relativa al terzo trimestre dell’anno.

I risultati aggregati vedono la produzione in calo (-4%), idem il fatturato (-3,2%) e gli ordinativi (-4,1%).

L’utilizzo degli impianti si colloca su valori attorno al 61%, dato migliore dello scorso anno, quando segnava il 58,8%, ma pur sempre ben distante dalla media storica dell’area, vicina al 70%.

Metalmeccanico. Trimestre in flessione per tutti i principali indicatori: produzione a -6,5%, fatturato e ordinativi in terreno negativo (rispettivamente -6,5% e -7,9%). Occupazione in calo (-3,3%).

Mezzi di trasporto. La produzione subisce una forte caduta, segnando -8,9%, così come il fatturato (-6,6%). Gli ordinativi, seppure in flessione (-7%), riportano una buona quota di domanda estera (69% del totale), mentre quella interna si attesta al 31%. Scende l’occupazione (-1,7%).

Pelli e cuoio. Nel distretto di Santa Croce e Ponte a Egola il trimestre segna una sostanziale tenuta. Gli indicatori: +0,3% la produzione, allineata con gli ordinativi e il fatturato (+0,3%). La domanda continua a vedere lo stabilizzarsi della quota estera, che assume sempre più rilievo: 62% del totale. L’occupazione rimane su livelli negativi: -3,3%.

Chimica e plastica. La produzione si attesta a -9,2% e il fatturato cala del 7%. Gli ordinativi vedono una diminuzione (-9,2%), legandosi al mercato estero per il 33% della domanda. L’occupazione segna -5,7%.

Calzature. Il settore registra nuove incertezze: -4,4% la produzione, -3% il fatturato, trascinato in negativo dagli ordinativi che flettono del 4,8%. I dati della domanda estera tendono a stabilizzarsi (56% del totale). La domanda interna continua a contrarsi (44% del totale). L’occupazione continua a calare (-2,3%).

Legno e mobili. Trimestre nuovamente negativo: la produzione segna -5,2%, tendenza spiegata con un alleggerimento del magazzino (-14%). Fatturato in flessione (-2,2%). Non vanno meglio gli ordinativi: -4,3%. La domanda interna costituisce il 60% del totale, quella estera si attesta al 40%. Occupazione in terreno negativo (-0,4%).

Farmaceutica. In linea con la sua tendenza anticiclica, il settore presenta un andamento positivo, anche se su valori più cauti rispetto ai precedenti trimestri: a fronte di un +3,4% nella produzione, il fatturato sale dell’1,2%. Gli ordinativi riportano lo stesso valore positivo (+1,2%), legato per l’87,7% alla domanda interna.

Grafica ed editoria. La produzione scende di 14,8 punti percentuali, così come il fatturato. Anche gli ordini non promettono bene per i prossimi trimestri (-15,1%) e rimangono legati nella loro totalità alla domanda proveniente dal mercato nazionale. Scende anche l’occupazione (-1,5%).

Tessili. Le performance sono negative: produzione e fatturato -16%, ordini -10,5%. Il settore registra un 90% di domanda estera e un 10% interna. Crolla l’occupazione (-16%).

Edilizia. Il mattone continua a risentire, nel terzo trimestre dell’anno, di una contrazione della domanda che ha investito l’edilizia sia civile che stradale assieme al suo indotto già da vari trimestri. -4% la produzione, -3,7% il fatturato. Gli ordinativi, esclusivamente interni, segnano -3,4%. Occupazione in flessione (-3,6%).

Vetro e ceramica. La produzione aumenta del 4,8%, mentre il fatturato registra +1,6% e anche gli ordinativi si confermano stabili (+1,4%). Buono l’andamento della domanda estera (29,5% del totale). L’occupazione è ferma (-0,6%).

Terziario avanzato. Negative le performance del settore: la produzione flette (-1,5%), trascinando il fatturato in terreno negativo (-10,7%). Non danno segnali positivi neanche gli ordinativi del settore (-10,7%). La domanda estera si attesta al 17,6% del totale. Stabile l’occupazione (+0,4%).

Alimentare. Produzione e fatturato segnano rispettivamente +1,6% e +1,7%. Gli ordinativi si allineano ai precedenti indicatori e aumentano dell’1,6%, dato che si legano in buona parte alla componente estera (il 31%). Occupazione stabile (+0,6%).

Servizi. -8,5% il fatturato, che si lega ad una analoga contrazione della domanda (-8,5%, composta per la totalità dal mercato interno). L’occupazione non va meglio (-8,5%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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