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Pisa

Federighi designato a succedere a Pacini

Federighi designato a succedere a Pacini

Unione Industriale: il patron di Farmigea batte Giuseppe Barsotti, imprenditore dell’edilizia, 21 a 15. A dicembre l’elezione

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PISA. Federigo Federighi, imprenditore del settore farmaceutico, è stato designato dalla giunta dell’Unione Industriale Pisana quale successore del presidente Pierfrancesco Pacini. Ieri pomeriggio Federighi ha sconfitto l’altro candidato - Giuseppe Barsotti, imprenditore dell’edilizia - 21 a 15.

La gara tra i due è andata avanti per mesi e l’esito è il frutto di una sfida combattuta dietro le quinte, ma assai aspra e senza esclusioni di colpi. Ognuno dei due ha messo in campo tutte le relazioni di cui dispone per avere la meglio.

Nato a Pisa nel 1946, perito agrario, Federighi si è occupato fino al 2001, in qualità di presidente, di un’azienda agricola. È stato alla guida per due mandati di Confagricoltori Pisa, poi presidente regionale. Ha ricoperto anche la presidenza dello Zuccherificio Castiglionese e ha fatto parte del consiglio della finanziaria degli agricoltori che ha acquisito Eridania. Nel 2001 ha rilevato con il fratello Mario la maggioranza dell'industria farmaceutica Farmigea, fondata dal nonno nel 1946. Ora è presidente di Farmigea e Farmigea Holding. Fa parte del consiglio e della giunta dell'Unione Industriale. È socio della Fondazione Pisa.

Per il successo di Federighi è stato determinante il sostegno dei conciatori.

Nelle settimane scorse era spuntata anche la candidatura di Alessandro Francioni, vicepresidente uscente dell’Unione, già leader degli imprenditori della pelle e del cuoio. Ma ieri Francioni ha preferito puntare su Federighi, più forte di lui per voti, in coerenza con la scelta iniziale: quella di portare comunque alla vittoria un imprenditore della manifattura.

La legittima aspirazione dei conciatori di Santa Croce sull’Arno e Ponte a Egola di salire sullo scranno più alto della Confindustria provinciale non si è concretizzata, ma è certo che, in cambio del sostegno a Federighi, la categoria sarà rappresentata in modo adeguato. Infatti, si parla di un accordo che prevede la conferma di Francioni a vicepresidente, con in più la delega ai rapporti con le banche.

La giunta dell’Unione Industriale ha votato sulla base delle indicazioni arrivate dalla commissione dei cosiddetti saggi che aveva consultato gli associati in modo da individuare uno o più candidati che riscuotessero il consenso della base.

Ora, secondo statuto, la procedura prevede altri due passaggi. Il primo: in una riunione precedente all’assemblea chiamata all’elezione, Federighi presenterà alla giunta gli indirizzi generali e il programma del mandato. Il secondo passaggio: la giunta proporrà all’assemblea il nome di Federighi che il 10 dicembre eleggerà il presidente votando secondo un sistema di attribuzione dei voti previsto dall’articolo 16 dello statuto. Ciascun associato dispone di un numero di voti in rapporto al proprio contributo annuo, calcolato per scaglioni progressivi a partire da 258 euro fino a oltre 258.228 euro.(lu. da)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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