Il Tirreno

Pisa

Pomeriggio di paura per il Serchio in piena

di Luciano Bartalini
Pomeriggio di paura per il Serchio in piena

Evacuate 25 famiglie, chiuse le strade e i ponti in attesa della grande ondata Poi nel tardo pomeriggio l’allarme rientra e si scioglie anche la tensione

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SAN GIULIANO. Assiepati per ore lungo i fossati e gli argini del fiume Serchio in attesa della grande piena del primo pomeriggio. Una scena che ha riportato la gente indietro di tre anni rivivendo la paura dell'esondazione in quel dicembre 2009. Col fiato sospeso fino al tardo pomeriggio, quando l’allarme è rientrato e si è sciolta un po’ di tensione. Alle 20 sono stati riaperti anche i ponti di Pontasserchio e Ripafratta che erano stati chiusi per precauzione.

La “bomba d’acqua” caduta ieri in poche ore ha fatto salire l’asticella oltre i 120 mm di pioggia creando panico e disagi a non finire. «Stamattina (ieri, ndr) presto – afferma Roberto Pacifici che abita a Pappiana, a due passi dal Fosso del Mulino - mi ha impressionato il livello dell’acqua e quella che sgorgava dalla griglia alla base della fontana pubblica. Un campanello di allarme che mi ha indotto ad avvertire subito la Protezione Civile che ha provveduto a rinforzare con sacchi di sabbia i punti più critici dell’argine in via Brodolini». Intorno alle 10 il Fosso ha tuttavia tracimato dopo il passaggio a livello di San Giuliano per una breccia di circa 20 metri apertasi per il cedimento di una spalletta. Minacciate dall’acqua le abitazioni di via Statale Abetone come quelle in località La Tabaccaia dove si è ripetuta la tracimazione.

Sono state transennate via Ulisse Dini, inondata per un tratto di circa 500 metri, all’altezza di via del Cantone, e via Lenin interamente sommersa dall’acqua. Campi inondati e pochi i veicoli circolanti. Intanto da un summit in prefettura a Pisa in tarda mattinata giungevano i primi provvedimenti per far fronte all’emergenza in attesa dell’ondata di piena prevista nel primo pomeriggio. I cittadini venivano invitati a liberare i piani bassi e a salire verso quelli alti a titolo precauzionale, mentre per 25 famiglie dislocate nella golena del Serchio si decideva una provvidenziale evacuazione mettendo all’erta la scuola elementare di Vecchiano e Pappiana come eventuali centri di accoglienza. Preoccupava intanto il livello del Serchio arrivato ormai a un metro e mezzo dalla superficie coltivata come i tanti detriti legnosi che si infrangevano rumorosamente nei piloni sul ponte di Pontasserchio.

Alle 13 una macchina della Provincia veniva messa di traverso alla strada prima della salita del ponte verso Vecchiano per quella che si annunciava una chiusura ufficiale messa in atto anche sull’altro versante dalla polizia municipale di Vecchiano. Code interminabili e con vivaci proteste di tanti automobilisti che stavano rincasando nonché quelle di equipaggi di ambulanze impossibilitati a proseguire nel loro tragitto. Alle 15.30 la piena è transitata regolarmente e senza creare particolari intoppi. «E’ stata provvidenziale la giornata senza vento - ha detto con un sospiro di sollievo il sindaco Paolo Panattoni - Questo ha permesso alla foce di ricevere con sufficiente regolarità la grande massa d’acqua attestata fortunatamente intorno ai 1700 mc/sec rispetto alle previsioni che ne annunciavano una portata più imponente». Più tranquilla la situazione nelle strade del comune di Vecchiano e nella zona industriale di Migliarino dove si segnalano solo piccoli allagamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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