Gioco
Carcere, inaugurata la sala dove i detenuti possono incontrare i figli
L’ambiente è stato abbellito con i personaggi dei cartoni animati disegnati sulle pareti, ci sono anche comode poltroncine al posto delle panche e del vecchio bancone
Il carcere di Pisa ha inaugurato uno spazio adeguato agli incontri dei reclusi con i figli.
«Nella nuova sala - spiega il direttore Fabio Prestopino - le persone detenute possono incontrare i familiari, soprattutto i figli, in un ambiente più luminoso, e abbellito con i personaggi dei cartoni animati disegnati sulle pareti, ed evitare così le scomode panche ed il vecchio bancone che li separava dai loro affetti, grazie all’introduzione di comode poltroncine».
Un’inaugurazione che ha avuto un grande significato per il Don Bosco: «Un evento - continua Prestopino - che è stato realizzato grazie alla partecipazione di molti, ai quali rivolgo il mio riconoscente ringraziamento con l’auspicio che altri progetti possano essere avviati e portati a termine nel prossimo futuro».
I partner di questo progetto sono: la Scuola edile che ha messo a disposizione i docenti per la realizzazione dei corsi rivolti ai reclusi, i quali imparando alcune professioni, come il muratore, l’idraulico, l’elettricista, hanno anche ristrutturato alcuni locali della casa circondariale, fra cui appunto la sala per i colloqui con i bambini, ricevendo anche, alla fine del corso, un attestato che afferma la loro acquisita professionalità; il progetto Glem (Giù le Mura) finanziato dalla Provincia con l’assessorato al Lavoro e alla Formazione di Anna Romei; il progetto Vivibilità finanziato dalla Cassa delle ammende, l’associazione Cif di Pisa che si è occupata di reperire gli arredi, il personale della Polizia Penitenziaria e quello dell'area trattamentale, che hanno attivamente collaborato con gli insegnanti e la Direzione del carcere alla realizzazione dei progetti. Un ringraziamento speciale va ai detenuti Perri e Marcellino per aver messo a disposizione le loro capacità artistiche ed aver realizzato i disegni che portano una nota di allegria oltre le sbarre del carcere.
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