Il Tirreno

Pisa

Le castagne sono poche e neanche tanto buone

di Pierluigi Ara
Le castagne sono poche e neanche tanto buone

Molti alberi sul monte Serra sono malati e la raccolta ne risente Colpa anche della mosca cinese la cui femmina depone le uova sulle gemme

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MONTE SERRA. Castagne, poche e neanche di buona qualità. Dal monte pisano arrivano notizie poco confortanti sulla raccolta. Dopo le prime indicazioni dello scorso mese, si attendeva novembre per un quadro più esauriente in termini di qualità e quantità.

«Al di sotto delle aspettative», dice e ripete Laura Gracci, che del monte pisano conosce ogni segreto. «Il fatto è che le castagne risentono delle malattie che affliggono da tempo le piante - interviene Luigi Consani - patologie diverse attaccano radici, tronchi e rami. Non di rado le foglie avvizziscono e cadono, i frutti sono sempre più a rischio. Una situazione negativa del resto annunciata».

All’ufficio forestazione del Comune, Adolfo Cappelli, esperto e studioso, è laconico: «È tutto come previsto. Quando abbiamo lanciato l’allarme sullo stato in cui versano i castagni si era intuito che le conseguenze alle castagne erano scontate. Dunque nessuna sorpresa».

«Per la sagra, svoltasi di recente – osserva Giuliano Consani, coordinatore del comitato – siamo dovuti ricorrere almeno in parte a castagne prodotte altrove».

Fra l’altro ultimamente si è verificato l’attacco della cosiddetta vespa cinese. È un insetto lungo circa tre millimetri, nero, con zampe rossastre. Segnalato per la prima volta in Europa in Italia nel 2002, si ritiene che vi sia giunto perché un vivaista del nord acquistò alcune marze in Cina. I primi castagneti ad essere colpiti furono in Piemonte, poi in tutta la penisola. Quindi è toccato alla Toscana. Come documenta Francesco Giannoni su “Toscana Oggi”, è proprio il 2012 l’anno in cui la presenza di questo insetto è più massiccia. Ecco perché è un dramma: la femmina depone le uova all’interno delle gemme che evolvono in galle riducendo l’area fotosintetica e bloccando lo sviluppo dei germogli. La pianta deperisce e, anche se non muore, è più suscettibile all’attacco di altri patogeni. Le perdite nei raccolti sono ingenti, fino al 50%. Per contrastare la vespa cinese si è scoperto un insetto antagonista, il torymus silensis. Nelle galle dove sono le larve della vespa, depone le proprie uova, le larve del torymus mangiano quelle del cinipite. I risultati sono confortanti però ci vorrà del tempo. E per la raccolta delle castagne nel 2012 è andata così, non bene.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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