Gioco
La Regione vuol prendersi la tenuta di San Rossore
Il progetto di legge prevede di sottrarla alla gestione dell’Ente parco per inserirla in un’unica Agenzia agroforestale. Le perplessità della commissione consiliare
PISA. La Regione potrebbe accorpare la tenuta di San Rossore, insieme ad altre tenute della Toscana, in un’unica agenzia agroforestale, sottraendola alla gestione dell’Ente Parco. Se ne parla da qualche tempo e il Tirreno ne aveva già dato conto, ma da ieri la notizia ha il carattere dell’ufficialità poiché è stato lo stesso Fabrizio Manfredi, da qualche mese presidente del Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, a dirlo nel corso di un incontro con la seconda commissione di garanzia del Comune di Pisa, presieduta dal consigliere comunale Giovanni Garzella (Pdl). La riunione era nata per far conoscere il neo presidente con i rappresentanti del Comune: oltre a Garzella, ieri mattina erano presenti Massimo Balzi (Fli), Valter Ceccarelli (Pd), Carlo Scaramuzzino (Sel) e Maurizio Bini (Rifondazione comunista). Il progetto, di fatto, depotenzia il potere dell’Ente a vantaggio di un controllo centralizzato che parte da Firenze. E questo avviene proprio nei giorni in cui lo storico direttore del Parco di San Rossore, Sergio Paglialunga, dopo oltre dieci anni lascerà l’incarico (18 novembre) che frutta almeno 80mila euro lordi l’anno. Per succedergli, ben 108 candidati hanno inviato il proprio curriculum a Manfredi. Questi, ieri, prima della comunicazione ufficiale, ha illustrato le attività del Parco e le sue prospettive future, dalla salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità alla necessità di un maggior fruizione del Parco per tutti i cittadini; dalle numerose offerte turistiche ad un’istituzione sempre più attenta allo studio e alla ricerca. I consiglieri comunali hanno espresso forte perplessità sulla proposta collegata alla Finanziaria regionale e hanno deciso che nei prossimi giorni approfondiranno la vicenda. (g.c.)
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