Sicurezza
Fondazione, si vota prima spunta anche una terza via
Anticipata a lunedì 19 la convocazione della deputazione che dovrà scegliere il successore di Bracci Torsi. Pro e contro sulle candidature di Pugelli e Pacini
PISA. Non si aspetterà metà dicembre per eleggere il nuovo presidente e il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione Pisa. La deputazione è stata convocata per lunedì 19 novembre. All’ordine del giorno proprio lo svolgimento delle elezioni. Perché questo anticipo? Cosa si è mosso nel frattempo? I rumors parlano di un fine settimana, questo, denso di negoziati decisivi. Sulle candidature a presidente girano i soliti due nomi: il segretario della Fondazione stessa, Claudio Pugelli, sostenuto dal presidente uscente Cosimo Bracci Torsi; e il pluripresidente Pierfrancesco Pacini. Il fatto nuovo è che, secondo le medesime voci, su entrambi i candidati si sarebbe addensato più di un dubbio. Che ci sia la volontà di tentare di trovare una terza via? C’è chi non lo esclude, e ora si gioca la partita.
Le elezioni. Breve riassunto delle regole. Il consiglio da eleggere è composto da cinque membri, presidente compreso, e resta in carica per quattro anni. Gli elettori sono i 24 componenti della deputazione, che a loro volta sono stati scelti da enti locali, Università, associazioni economiche, eccetera: in particolare dodici dall’assemblea dei soci; sei dagli enti locali (Provincia, Comuni, Camera di Commercio); tre dalle maggiori istituzioni culturali (Università, Normale, Sant’Anna, Opera Primaziale); uno dalle associazioni del commercio, agricoltura ed artigianato; uno dalle associazioni dell’industria; e uno da Provincia e Comuni tra gli esperti nei settori del volontariato, filantropia e beneficenza. I 12 milioni annui che in media la Fondazione destina per sostenere progetti nell’ambito della cultura, delle tecnologie e del sociale sono un tesoretto che in tanti ambiscono in qualche maniera a gestire.
Pro e contro. E qui si arriva alle indiscrezioni che parlano di un’ultima assemblea dei soci abbastanza accesa, con alcuni interventi critici verso scelte strategiche compiute dall’attuale management, quindi riferibili anche a Pugelli. In vari ambienti questo è stato letto come un tentativo di frenare la candidatura del segretario. Ma non necessariamente a vantaggio dell’altro candidato Pacini (vedremo poi perchè). Pacini è intanto impegnato su più fronti, a cominciare dalla rielezione alla Camera di Commercio e dal proseguimento alla guida dell’Opera Primaziale. Ma nello statuto della Fondazione si legge che non possono ricoprire cariche negli organi «coloro che ricoprano funzioni di indirizzo, amministrazione e controllo dei soggetti cui lo statuto attribuisce il potere di designazione dei componenti gli organi della Fondazione». Pacini dunque, in caso di elezione, dovrebbe lasciare ogni altra poltrona.
La terza via. Inoltre una sua affermazione, come gli è capitato per altri incarichi, non è scontata. Pugelli conta su un pacchetto di preferenze garantito dall’appoggio di Bracci Torsi. In ambienti vicini alla deputazione si dice che Pugelli avrebbe un leggero vantaggio, mentre tra i sostenitori di Pacini sembra scorgersi qualche titubanza, anche se proseguire o meno la corsa. Considerate le critiche di parte dell’assemblea dei soci nell’ultima riunione verso il segretario e gli ipotizzati dubbi sul fronte Pacini, c’è chi inizia a chiedersi: perché non cercare un nome che unisce, più giovane e di rappresentanza forte, anche oltre il territorio provinciale, per una Fondazione sempre più importante? Da qui le voci su una terza via che potrebbe portare ad un nuovo candidato. Nei palazzi che contano di Pisa le grandi manovre sono cominciate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
