Sicurezza
529 studenti fanno ricorso contro i test di ingegneria
L’azione legale mira a sospendere il regolamento che impedisce di dare esami I ragazzi: «Le prove di autovalutazione sono un numero chiuso mascherato»
PISA. La settimana prossima sarà presentato un ricorso collettivo al Tar del Lazio con la richiesta urgente di sospensiva al regolamento di facoltà che impedisce di sostenere esami; il blocco è previsto per i 529 studenti che non hanno superato il test di autovalutazione a Ingegneria di Pisa. L’azione legale è promossa in sede locale dalla lista studentesca “Diritti a sinistra”, mentre su base nazionale è coordinata dall’Udu, Unione degli universitari, che ha incaricato l’avvocato Michele Bonetti. Il problema è comune a 38 facoltà italiane di ingegneria, tra cui tutte le toscane: Pisa, Firenze e Siena (compresa la sede staccata di Arezzo). Il 5 settembre, infatti, in contemporanea lungo la Penisola si è svolto un test di autovalutazione che secondo i ragazzi è «di fatto un numero chiuso mascherato». Per ingegneria non sono previsti limitazioni all’accesso e quanti hanno partecipato al test, dopo hanno potuto iscriversi; il problema è che chi non ha superato almeno 16 punti nelle 80 domande (e all’interno di queste almeno 7 punti sulle 20 di matematica) ha pagato le tasse d’immatricolazione, ma non può dare esami fino a quando non annulla gli Ofa, obblighi formativi aggiuntivi, emersi a settembre. Il prossimo test in città è previsto il 17 dicembre: l’iscrizione è gratuita, mentre due mesi fa bisognava versare una tassa di 60 euro e chi non ha partecipato al test ha rimediato d’ufficio gli Ofa. Dei 1.395 candidati, ben 529 (il 38%) è risultata in debito; la situazione peggiore si è verificata nel corso di “Ingegneria civile, ambientale ed edile”, l’unico in cui i titolari di Ofa superano i promossi: 99 contro 87 che possono dare esami. Diritti a sinistra sostiene che «le facoltà a numero chiuso sono previste dalla legge: non se ne possono fare altre. Quindi questo sistema blindato non garantisce un pieno diritto allo studio a tutti gli studenti di ingegneria coinvolti». Gli esponenti della lista, inoltre, fanno notare che nel caso del vero numero chiuso uno studente bocciato può iscriversi ad altri corsi di laurea e gode pertanto di una certa libertà. Invece, con il test di ammissione congegnato in questo modo, «si impedisce di sostenere esami ai ragazzi esclusi, cui però si chiedono le tasse: riteniamo che la questione sia di legalità». Perciò al Tar del Lazio saranno convogliate tutte le richieste della causa collettiva: chi volesse aggiungersi o chiedere informazioni, può contattare l’indirizzo dirittiasinistra@gmail.com o chiamare il numero 339/8172391.
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