Il Tirreno

Pisa

Tutti i numeri di indennità e gettoni

di Giovanni Parlato

L’ateneo pubblica la delibera che fissa quanto sarà dovuto al rettore e ai rappresentanti in consiglio d’amministrazione

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PISA. Abbiamo potuto leggere la delibera n.260 del 31 ottobre. È l'atto con cui l'Università di Pisa ha rimodulato le indennità di carica degli organi monocratici (rettore, prorettore vicario, prorettori, direttori di dipartimento) e i gettoni di presenza degli organi collegiali (come, per esempio, consiglio d'amministrazione e senato accademico).

Risparmio del 20%. Nella delibera si legge che "la spesa complessiva per l'anno 2013 dovrà essere rideterminata in diminuzione di almeno il 20% rispetto a quella programmata per il 2012". Inoltre, si legge anche che "l'indennità di carica del direttore di dipartimento, su cui parametrare le altre indennità, è ridotta a 8.800 euro annui lordo amministrazione (pari a 7.085 euro loro dipendente)". E per quanto riguarda il gettone di presenza ai consiglieri di amministrazione, questo è "ridotto a 400 euro lordo amministrazione (pari a 322 euro lordo dipendente)". Nella delibera firmata dal rettore Massimo Augello e dal direttore amministrativo Riccardo Grasso il quale è segretario del cda, è prevista una "diminuzione ulteriore delle indennità di carica attribuite a rettore e al prorettore vicario" per una riduzione complessiva delle spesa, appunto, del 20%.

Riduzione sulla proposta. Nel testo che abbiamo riportato, ha colto la nostra attenzione il termine "ridotta". L'indennità di carica e i gettoni di presenza non sono stati ridotti rispetto a quanto prima veniva percepito, ma rispetto a quella che era stata la proposta fatta in precedenza. Nella stessa delibera è riportata la relazione, una specie di istruttoria (se vogliamo definirla così) eseguita dagli uffici. Infatti, la prima proposta era di una riduzione della spesa del 10% e il dato a cui fare riferimento è quello del direttore di dipartimento a cui "è proposto pertanto un compenso pari a 9.500 euro che porta a una spesa complessiva di 190mila euro". Questo è il passaggio che aveva creato le precedenti polemiche in quanto non è specificato che si tratta di un lordo amministrazione e, inoltre, usa il termine "compenso" che in termini contabili è il corrispettivo della prestazione compresi tutti gli oneri che spettano non all'amministrazione, ma al "prestatore d'opera", oneri come Irpef e ritenute previdenziali a carico del dipendente.

Tuttavia, poiché l'obbiettivo del risparmio è stato alzato dal 10 al 20%, quei 9.500 euro vengono abbassati a 8.800 euro lordo amministrazione che, come abbiamo visto, diventa 7.085 lordo dipendente. Ecco perché nella delibera si scrive che l'indennità viene ridotta.

Aumenti fino al 99%. Ma il punto di vista potrebbe essere rovesciato e invece di riduzione si potrebbe parlare di aumento. L'indennità di carica precedente di un direttore di dipartimento era di 6.274 euro annui quale lordo amministrazione che diventa 5.052 euro quale lordo dipendente. Con la delibera n. 260, l'indennità di carica di un direttore di dipartimento aumenta del 40% rispetto a quanto percepito l'anno prima.

E la stessa riflessione, la possiamo applicare al gettone di presenza ai consiglieri di amministrazione "ridotto a 400 euro lordo amministrazione" che equivale a 322 euro lordo dipendente. Ridotto perché la prima proposta parlava di 500 euro (senza specificare altro). Ma il gettone di presenza quale lordo dipendente prima era di 162 euro che passa, con la delibera, a 322: ciò significa un aumento del 99%.

Rettore e vicario. In termini percentuali, il rettore e il prorettore vicario sono le due figure cui viene applicata, come si legge nella delibera, "una diminuzione ulteriore delle indennità". Infatti, il rettore Augello per raggiungere il taglio del 20% della spesa, ha deciso di non intaccare più i 7.085 euro dei direttori di dipartimento, ma di diminuire la propria indennità e quella del vicario. La prima proposta prevedeva l'indennità del rettore pari a 88mila euro annui lordo amministrazione che equivale a 70mila euro come lordo dipendente. Augello ha ritoccato ancora i "suoi" 70mila fino a farli scendere a 56mila. La sua precedente indennità, sempre come lordo dipendente, era di 50.522 euro che significa un aumento del 12%. E il prorettore vicario passa da 20.210 euro lordo dipendente a 22.673 che si traduce in un aumento del 12%.

L'ateneo tiene a precisare che un conto è considerare il lordo dipendente e un altro il lordo amministrazione. Il lordo dipendente deriva dallo scorporo degli oneri a carico dell'amministrazione che, comunque, sono pagati dai contribuenti e dagli studenti che pagano le tasse. E nel lordo amministrazione preso in considerazione dall'ateneo manca la voce dell'Irap nella percentuale dell'8,5% che è l'aliquota ordinaria per le amministrazioni pubbliche. Volontariamente, nella delibera si specifica che l'importo lordo amministrazione è al netto dell'Irap che è comunque un onere che deve essere finanziato.

Infine, non va dimenticato che l'indennità di carica e i gettoni di presenza si cumulano allo stipendio che percepiscono i vari docenti per il loro lavoro di didattica e ricerca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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